Segnali di ripresa dalla Cina

Forte impatto della pandemia sui numeri a sei mesi di Tod’s

Il Gruppo Tod's termina il primo semestre con una perdita per 80,6 milioni di euro, dal precedente risultato negativo di 5,7 milioni. 

In mattinata le azioni perdono il 6,5% a Piazza Affari, mentre il Ftse Mib segna un rialzo dello 0,77%.

Nel periodo in esame i ricavi dell’azienda sono scesi del 43,5% a 256,9 milioni: un dato che «riflette gli effetti delle restrizioni poste in essere per fronteggiare il diffondersi del Covid-19». In particolare, nel secondo quarter le vendite hanno accusato una flessione del 56%.

Del canale digitale si sa che ha risentito di alcune restrizioni nella logistica ma «continua a crescere in modo significativo».

Quanto al retail tradizionale, al 31 agosto il 75% dei negozi risulta aperto regolarmente, dal 78% di giugno.

«Nelle ultime settimane - ha spiegato il presidente e a.d. Diego Della Valle - stiamo vedendo incoraggianti segnali di ripresa, in particolare in Cina, dove stiamo registrando tassi di crescita a doppia cifra, mentre l'Europa e le Americhe restano deboli, fortemente penalizzate dall'assenza di turisti».

L'ebitda adjusted di Tod’s (che non tiene conto di una svalutazione straordinaria delle rimanenze, operata in conseguenza agli effetti delle rimanenze) è sceso a 12,3 milioni di euro, dagli 80,4 milioni del primo semestre 2019. L'ebit adjusted è stato di -64,1 milioni, dai 5,8 milioni precedenti.

«Siamo già proiettati al 2021 - commenta Della Valle - seguendo il nostro piano strategico di medio termine, mantenendo una rigida politica di attenzione ai costi e di efficientamento, che ci sta dando buoni risultati».

Ora il gruppo marchigiano, proprietario anche di Hogan, Fay (nella foto) e Roger Vivier, si sta concentrando nello sviluppo della comunicazione digitale. Porterà un mondo di nuovi consumatori. «Saranno loro - sostiene Della Valle - insieme a una forte innovazione creativa, a portarci la crescita che ci aspettiamo, quando i mercati si normalizzeranno».

e.f.
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