semestrali

Hermès: crescita a doppia cifra, con l'Asia in pole position

Primo semestre con ricavi a quota 2,713 miliardi di euro (+11% a cambi correnti e +10% a cambi costanti) per Hermès, con un +11% a cambi costanti per i negozi del brand in tutte le aree geografiche. A crescere di più è stata l'Asia, Giappone escluso (+14% a tassi comparabili), seguita da America (+9%), Europa (+7%) e Paese del Sol Levante (+3%).

 

Nel secondo quarter la griffe ha rallentato leggermente il passo, mettendo comunque a segno un +9% a cambi correnti e un +8% a cambi costanti.

 

Analizzando i singoli mercati, emerge che al risultato in Asia ha dato un contributo fondamentale l'andamento nella Cina continentale, mentre in America è stato il secondo quarter quello più proficuo. Il rafforzamento dello yen ha impattato sul Giappone, comunque in progresso del 3%.

 

Infine l'Europa: le aperture e ampliamenti di negozi (a Roma in ottobre, a Londra e Monaco di Baviera a marzo) hanno avuto riflessi positivi sulle vendite e anche i monomarca in Francia hanno mostrato dinamismo.

 

Fra le categorie merceologiche, la divisione Ready-to-wear e Accessori ha messo a segno un +10%, ma ancora meglio è andata alla unit dedicata a Pelletteria e Selleria (+12%), che ha beneficiato anche dell'avvio di tre nuovi siti produttivi a Charente, Isère e Franche-Comté. Senza contare che a giugno sono stati aperti ulteriori impianti, la Maroquinerie de Normandie e la Ganterie-Maroquinerie, nella zona di Saint-Junien.

 

Alla voce Seta e Tessili l'incremento è stato del 6%, una percentuale che sale al +8% nell'ambito della Profumeria, al centro durante il secondo quarter 2016 di lanci di nuovi prodotti: Galop d'Hermès, Eau de Néroli Doré ed Eau de Rhubarbe Eclarlate.

 

Gli Altri Business - che includono i gioielli, l'Art de Vivre e le Arts de la Table - hanno fatto un balzo del 13%. Tallone d'Achille gli orologi (-1%).

 

I dati definitivi verranno diffusi il 14 settembre. Per ora si sa che, come si legge in una nota, «a fine giugno i profitti operativi dovrebbero essere vicino al più alto livello storico, raggiunto lo scorso anno», quando la marginalità si aggirava intorno al 34%.

 

Per finire, le stime sul futuro: il gruppo punta a far lievitare ulteriormente i conti a cambi costanti nel medio termine, «nonostante le crescenti incertezze dal punto di vista economico, geopolitico e monetario» (nella foto, Hermès per l'autunno-inverno 2017/2018).

 

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