semestrali

Moncler bene su tutti i fronti: ricavi +18%, utile netto +25%

«Questo è il 14esimo trimestre consecutivo di crescita dalla quotazione a oggi»: Remo Ruffini (nella foto), presidente e a.d. di Moncler, non nasconde la soddisfazione di fronte a una semestrale contraddistinta da ricavi consolidati a 407,6 milioni di euro (+17% a cambi costanti e +18% a cambi correnti) e da un utile netto di 41,8 milioni (+25%, con un'incidenza del 10,3% sul fatturato).

 

Il margine lordo consolidato è stato di 308,4 milioni (75,6% l'incidenza sul giro d'affari, contro il precedente 74,1%) e l'ebitda adjusted ha fatto un balzo da 78,3 a 97 milioni, portandosi al 23,8% del turnover.

 

L'ebit adjusted ha superato i 73 milioni (erano 59 nel primo semestre 2016) con un margine del 18%, dal precedente 17%.

 

In Italia l'incremento del giro d'affari è stato del 7%, grazie all'andamento positivo di entrambi i canali distributivi, retail e wholesale.

 

Anche gli altri mercati sono stati a segno più: Emea (+24% a cambi costanti, con picchi nel Regno Unito e in Francia), Asia e Resto del Mondo (+17%) e Americhe, in progresso del 16%.

 

In tema di canali distributivi, il retail ha messo a segno un +21%, portandosi a 299,5 milioni, con le vendite dei negozi aperti da almeno 12 mesi in rialzo del 14%.

 

Il wholesale si è portato da 100,6 a 108,1 milioni (+8%), grazie soprattutto all'andamento in Gran Bretagna e Canada.

 

Al 30 giugno scorso i directly operated store Moncler erano 191 - uno in più rispetto a dicembre 2016 -, integrati da 46 shop-in-shop, in crescita di quattro unità.

 

Analizzando i risultati patrimoniali, va notata una posizione finanziaria netta positiva, pari a 130,2 milioni: al 31 dicembre scorso si parlava di 105,8 milioni e al 30 giugno 2016 di un indebitamento netto di 84,9 milioni.

 

In riduzione il capitale circolante netto, da 108,1 a 64,4 milioni, con un'incidenza sul turnover dei 12 mesi del 5,8%, dall'8,5% del 30 giugno di un anno fa.

 

Gli investimenti netti sono saliti da 28,9 a 34,4 milioni, indirizzati prevalentemente allo sviluppo dei directly operated store e a importanti ampliamenti o relocation di monomarca esistenti.

 

I dividendi distribuiti nel semestre sono stati pari a 45,5 milioni di euro, contro i 34,9 milioni del gennaio-giugno 2016.

 

Remo Ruffini ha fornito un dato indicativo sul secondo trimestre, «in cui il giro d'affari del gruppo è cresciuto di un ulteriore 20%, merito della forza e della solidità del brand, preservando la sostenibilità del suo sviluppo».

 

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