Semestrali

L'Asia sostiene i conti della moda quotata a Piazza Affari

Buone performance in Asia per le quotate italiane di moda e lusso. Lo evidenziano i report semestrali pubblicati tra fine luglio e agosto.

Si parte con Moncler che fra gennaio e giugno ha totalizzato ricavi pari a 493 milioni di euro (+21%). Dall'azienda dei piumini parlano di «significativa» accelerazione in Giappone, crescita organica «a doppia cifra» in Cina (nella foto, Nanjing road a Shanghai) e «ottimi risultati» in Corea. L'ebitda di Moncler ha raggiunto nel periodo i 123,9 milioni (+27,7%) e l'utile è stato pari a 61,6 milioni (+47%). La società prevede ancora uno scenario di ulteriore crescita sulla base delle linee strategiche che vanno dal rafforzamento del brand alla focalizzazione sul consumatore, dallo sviluppo internazionale all'espansione dell'offerta, fino alla sostenibilità.  

Aeffe ha chiuso il primo semestre 2018 con vendite a 171,1 milioni di euro, in salita del 14%. Il gruppo che ha in portafoglio marchi come Moschino e Alberta Ferretti è cresciuto a due cifre in Europa (Italia compresa) e Russia e in Greater China ha segnato addirittura un +41%. Il margine operativo lordo di Aeffe è balzato a 21 milioni di euro (+35%) e i profitti si sono attestati a 8,3 milioni (+79%). «Simo ottimisti per il 2018 e, alla luce della raccolta ordini delle pre-collezioni della stagione Pe 2019, siamo fiduciosi anche per l'anno futuro», ha detto il presidente esecutivo Massimo Ferretti.

La Salvatore Ferragamo ha accusato un calo del fatturato del 6% a 674 milioni. L'asia-Pacifico resta il primo mercato nonostante il -5,5% delle vendite nell'area. I negozi a gestione diretta, in particolare, hanno segnato un -1% in Cina mentre a Hong Kong hanno registrato un +32%. Nel semestre l'ebitda di Ferragamo è sceso del 14,5% a 117 milioni e l'utile è passato da 76 a 59 milioni (-23%). Sui mesi a venire, dal gruppo fiorentino si limitano a dire: «Relativamente alle vendite, ai margini e ai risultati dell’esercizio 2018 si confermano gli effetti negativi del corrente andamento dei cambi e del perdurante impatto sfavorevole del mix di canali retail, unitamente al non facile contesto del canale wholesale». «In questo scenario - aggiungono - prosegue l’attuazione del programma mirato di investimenti per il rilancio del brand e l’ottimizzazione dei processi». Rilancio affidato a Micaela Le Divelec Lemmi, la cui nomina a ceo è stata resa nota in occasione della semestrale.

Quanto al Gruppo Tod's, il fatturato è scresciuto dell'1,8% a cambi costanti a 491,9 milioni (-1,3% a cambi correnti), sostenuto dal +7,5% di Hogan e dal +2,6% di Roger Vivier. La Greater China è risultata dinamica quanto l'Europa (il primo mercato) con un accelerazioni pari al +6%. Tuttavia l'ebitda è sceso a 68,6 milioni (-9%) e l'utile netto a 33,7 milioni (-3%).

Restando nel mondo degli accessori, Geox ha accusato un calo dell'8% delle vendite a 414,1 milioni di euro. L’ebitda è passato da 34,7 milioni a 25,2 milioni di euro e l'utile si è ridotto da 8,4 a 1,5 milioni. Il gruppo, come si legge in una nota, risente della razionalizzazione dei negozi monomarca, specie in franchising, la cui rete è stata ridotta del 20% in 18 mesi. Inoltre sul primo trimestre hanno pesato le minori vendite a saldo e la partenza ritardata della stagione primaverile.

Piquadro invece ha realizzato una crescita del 26,9% a 24,3 milioni di euro, nei primi tre mesi chiusi al 30 giugno 2018: un aumento che riflette l'ingresso, nel perimetro di consolidamento della maison Lancel (circa 4,0 milioni di euro i ricavi del perido), oltre al +14% delle vendite di The Bridge, mentre il marchio ammiraglio Piquadro è cresciuto del +3%.

e.f.
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