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Diego M: «Dopo le showroom di NY e Parigi arriva la nuova azienda»

Procede a tappe serrate Diego M, il marchio specializzato nel fashionable outerwear frutto del lavoro di Diego Mazzi e Manuela Bortolameolli, coppia nella vita e nel lavoro. Dopo il recente opening di una showroom a Mosca, è stata la volta a gennaio di uno spazio a New York e di uno a Parigi. Intanto fervono i lavori in vista dell’inaugurazione della nuova sede, a Castelnuovo del Garda.

 

Nella showroom in via Montenapoleone Manuela Bortolameolli, che in azienda si occupa del côté commerciale, mostra la collezione per il prossimo inverno, disegnata da Diego Mazzi, l'anima creativa della label: una proposta ampia di cappotti dai tagli ricercati in tessuti pregiati come lana, mohair, alpaca e cashmere, declinati in fit asciutti o in volumi over e movimentati da inserti di tessuto tecnico o di pelliccia. Capo must have è il parka, rivisitato grazie a inserti in pelo e piuma ultraleggera e da dettagli staccabili in pelliccia che permettono di avere tre capi in uno, mentre il piumino si reinventa nei volumi e nei colori.

 

L'internazionalizzazione è l'argomento all'ordine del giorno in azienda: «Abbiamo appena inaugurato una showroom a New York e una a Parigi, dove ci siamo appoggiati a Salandra, un'importante agenzia, che ci ha affittato uno spazio nella sua elegante showroom con vista sulla Torre Eiffel – racconta Manuela Bortolameolli -. Intanto entro aprile saranno completati i lavori di allestimento della nuova sede, a Castelnuovo del Garda, che occuperà uno spazio di 2.500 metri quadri. Una tappa obbligata perché nella sede di Lazise eravamo sottostrutturati».

 

A Milano la scommessa invece è traslocare in uno spazio più grande rispetto alla showroom di via Montepoleone: «Stiamo cercando una location valida, perché in campagna vendite abbiamo bisogno di due collezioni e soprattutto dobbiamo dare la giusta allure all'uomo, mentre nello spazio attuale non ci stiamo più».

 

Il brand continua a spingere sui mercati stranieri, con l’export che già copre l’80% del turnover: «La Russia è il nostro primo sbocco, seguita dall’Italia, ma noi puntiamo a presidiare bene anche altre aree, come Canada, Stati Uniti, Francia, Polonia, le repubbliche baltiche e la Corea», chiarisce Bortolameolli.

c.me.
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