si chiude un anno complesso

Safilo: fiscal year positivo, ma quarto trimestre in frenata

Safilo archivia il 2019 con vendite preliminari pari a 939 milioni di euro (+3,1% a cambi correnti e +0,9% a cambi costanti), con il canale wholesale in avanzata del 5,2% a cambi correnti e del 2,8% a cambi costanti, in linea con le aspettative dei vertici.

Restando in tema di wholesale, significativa la performance in Asia (+19,2%), seguita a distanza dall'Europa con un +3,2% e dal resto del mondo con un +1,1%, mentre l'America del Nord è in leggera flessione (-0,6%). Sono stati apprezzati soprattutto i brand di proprietà - in primis Carrera, Polaroid e Smith -, con vendite in rialzo del 5,7% a cambi costanti, ma anche le licenze hanno registrato un buon andamento.

L'azienda conferma per l'anno un margine ebitda adjusted delle attività in continuità del 5,5% e un indebitamento netto di gruppo di circa 30 milioni di euro.

Nel quarto trimestre il business wholesale è aumentato dell'1,8% a cambi correnti e dello 0,1% a cambi costanti: il recupero sul mercato nordamericano (+4,2%) e l'incremento dell'8,9% in Asia Pacifico hanno bilanciato la fiacchezza dell'Europa (-4% su questo specifico canale, ma -11,2% a cambi correnti in generale).

Complessivamente, l'ultimo quarter del 2019 si è chiuso con un fatturato preliminare di 230,4 milioni di euro contro i precedenti 236,9 milioni, in contrazione del 2,8% a cambi correnti e del 3,4% a cambi costanti.

Questo, come spiega un comunicato, «principalmente a causa del previsto rallentamento nel nostro continente del business relativo all'accordo di produzione con Kering, rinnovato fino al 2023, come comunicato nell'ottobre scorso». Invece le licenze con Fendi e Dior (Gruppo Lvmh), in scadenza rispettivamente l'1 gennaio e l'1 luglio 2021 e del valore di circa 200 milioni di euro, si interromperanno dopo queste date.

Un duro colpo per il player dell'occhialeria, che a dicembre ha dovuto rivedere il proprio piano industriale, annunciando 700 esuberi - di cui 250 nello stabilimento di Martignacco (Udine), a rischio chiusura, 400 a Longarone (Belluno) e 50 a Padova - su un totale di 2.600 persone.

Ieri, 28 gennaio, si è svolto un incontro al Mise in cui si sono fronteggiati la società, guidata dal ceo Angelo Trocchia, e i sindacati, che paventano «conseguenze sociali molto gravi» se tutto dovesse andare come previsto dal management, alla presenza delle istituzioni.

Le tre parti si ritroveranno il 5 febbraio, sperando che in questi giorni si riesca a individuare una proposta condivisa per uscire dall'impasse nel modo meno doloroso possibile (nella foto, un modello FW 20/21 di Givenchy, griffe in licenza a Safilo per quanto riguarda gli occhiali).

a.b.
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