tra i pretendenti il private equity Solitaire

Brooks Brothers ricorre al Chapter 11: «Così supportiamo il processo di vendita»

I timori dei giorni scorsi si sono rivelati fondati: Brooks Brothers, l'azienda di abbigliamento americana fondata nel 1818, gravata da 300 milioni di debiti, ha chiesto il Chapter 11 (simile all'amministrazione controllata italiana) al Tribunale del Delaware.

Inoltre ha ottenuto impegni per una linea di credito debtor-in-possession, per 75 milioni di dollari, da Whp Global, nuova società di brand management capitanata da Yehuda Shmidman e in possesso delle label Joseph Abboud e Anne Klein, soggetta all'approvazione del Tribunale. 

Tale somma, insieme al flusso di cassa proveniente dalle attività correnti, fornirà liquidità per supportare Brooks Brothers durante il processo di vendita e per ottenere nuovi finanziamenti.

La procedura avviata dal marchio, che fa capo a Claudio Del Vecchio, non significa la chiusura dei negozi, anzi: il tentativo è proprio quello di continuare a operare, mentre si disegna un piano per il rilancio e l'appianamento dei debiti pregressi.

«Nel corso dell'ultimo anno il cda di Brooks Brothers ha valutato varie opzioni strategiche per riposizionare l'azienda in vista di futuri successi, inclusa una potenziale cessione. In questa revisione strategica il Covid-19 ha messo a dura prova la nostra attività. Stiamo identificando il proprietario o i proprietari giusti per guidare il nostro iconico marchio nel futuro», ha dichiarato un portavoce ai media americani.

Del Vecchio aggiunge: «Per oltre 200 anni Brooks Brothers ha dato prova di grande resilienza, navigando attraverso tendenze di moda in continuo mutamento, cicli economici fluttuanti e persino guerre mondiali. Una lunga storia che è la testimonianza della forza del marchio e della missione che portiamo avanti dal 1818: servire la clientela attraverso innovazione, ottima qualità, servizio personalizzato e valore eccezionale».

«Per noi la priorità - ribadisce - è aprire questo importante capitolo con un nuovo proprietario, che apprezzi la tradizione di Brooks Brothers, abbia una visione del futuro e si allinei ai nostri valori più profondi».

Si prevede l'avvio di una procedura d'asta competitiva, in cui sarà possibile presentare offerte qualificate. I dettagli della tempistica si sapranno nei prossimi giorni.

Nella lista dei possibili acquirenti ci sarebbe il private equity Solitaire Partners, come riporta Fox Business. La società è guidata da David Jackson, che è stato chief executive della realtà di Dubai Istithmar World, proprietaria di Barneys New York dal 2007 al 2012. Jackson sarebbe stato anche tra gli interessati a Barneys quando è andato all'asta lo scorso anno.

Secondo wwd.com, nella rosa dei contendenti spiccherebbe anche Authentic Brands Group (Abg) - lo stesso che a fine 2019 ha rilevato il marchio Barneys New York -, che agirebbe insieme ai mall developer Simon Property (già partner di Abg in altre acquisizioni) e Brookfield Property Partners, oltre al già citato Whp Global.

Brooks Brothers ha vestito la maggior parte dei presidenti degli Stati Uniti, da James Madison a Barack Obama, fino a Donald Trump. Nonostante la sua reputazione, è in crisi da tempo. Le vendite pare non siano mai cresciute dal miliardo di dollari risultante al 2017 (esercizio fiscale concluso con 69 milioni di dollari di perdite) e ora la label si troverà a fronteggiare un calo delle vendite stimato in media del 30% per il 2020, a causa della pandemia. I profitti potrebbero arrivare non prima del 2022.

Secondo alcuni investitori, Brooks Brothers potrebbe comunque valere 350 milioni di dollari, se si tiene conto degli oltre 250 negozi negli Usa e degli altrettanti circa all'estero. Dal 2001 è in mano a Claudio Del Vecchio (primogenito di Leonardo Del Vecchio, fondatore di Luxottica), che l'ha rilevato per 225 milioni di dollari.

e.f.
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