SI INASPRISCONO I DISSIDI

Corneliani-Investcorp: lo scontro finisce in tribunale

A qualche giorno di distanza dall’annuncio della nomina di Giorgio Brandazza a nuovo ceo di Corneliani, l’azienda di Mantova finisce nuovamente sotto i riflettori.

Come si legge su Affari&Finanza, i dissidi tra la famiglia fondatrice e Investcorp, che nel 2016 ha acquisito il 51,1% del marchio di menswear, culminano in una battaglia legale.

I membri della famiglia che hanno ancora quote nell’azionariato con un circa il 49% (Cristiano Corneliani con il 23,76%, Corrado Corneliani con il 22,81% e Stefano Corneliani con lo 0,95%) hanno presentato ricorso con un’accusa pesante: nel provvedimento si menziona infatti l’articolo 2409 del codice civile, che prevede la possibilità, da parte del Tribunale, di verificare l’esistenza di gravi irregolarità nella gestione e arrivare, in casi estremi, alla destituzione del cda.

Divergenze fra i Corneliani e gli arabi di Investcorp erano trapelate già nei mesi scorsi, sullo sfondo di un andamento finanziario non incoraggiante, visto che il 2018 è stato archiviato con una perdita di 12 milioni di euro, a fronte di ricavi di quasi 108 milioni, in calo del 2,7% rispetto al 2017.

Successivamente, a inizio novembre, la proprietà aveva paventato – in base al piano di ristrutturazione aziendale 2019-2022 - 130 esuberi nello stabilimento di Mantova, poi congelati.

Come spiega il quotidiano, nel momento dell’accordo Corneliani-Investcorp, il fondo era impegnato a sostenere la crescita dell’azienda con un aumento di capitale da 20 milioni, due dei quali da versare subito e i restanti 17 entro giugno 2021. Ma di quest’ultima tranche finora non c’è stata traccia.

Fondata nel 1958 dai fratelli Carlalberto e Claudio Corneliani, l’azienda – membro di Altagamma - è attiva in 65 Paesi attraverso una rete distributiva di oltre 750 punti vendita tra department store, negozi multimarca e monomarca.

A cura della redazione
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