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Asos alla House of Lords contro le schiavitù moderne

Il termine sostenibilità entra di prepotenza anche nel vocabolario dell'e-commerce. Asos organizza oggi, 27 marzo, un evento alla House of Lords di Londra, per parlare di moderna schiavitù nel settore moda: un'iniziativa realizzata insieme alla baronessa Lola Young, co-chair dell'All Party Parliamentary Group on Ethics and Sustainability in Fashion. Tra gli ospiti portavoce di marchi come Perry Ellis, Burberry, New Look e French Connection.

 

L'evento segue la pubblicazione da parte dell'e-tailer del secondo Modern Slavery Statement, testimonianza dell'impegno di Asos sul tema.

 

Tra i relatori al summit londinese spiccano, oltre alla baronessa, l'a.d. di River Island Ben Lewis e Klara Skrivankova, senior private sector advisor di Anti-Slavery International.

 

«La mancanza di trasparenza nella supply chain - dichiara Nick Beighton, ceo di Asos, presente all'appuntamento odierno - si accompagna a condizioni di lavoro inaccettabili e a veri rischi di business. Solo collaborando e condividendo esperienze e obiettivi possiamo riuscire a sconfiggere la schiavitù moderna».

 

Cinque settimane fa il player dell'e-commerce, che commercializza oltre 87mila prodotti attraverso le sue piattaforme, ha promosso un altro evento con la British High Commission a Mauritius, a cui hanno preso parte gli stakeholder locali e internazionali, per discutere sulla gestione responsabile della manodopera in quest'area e in altri Paesi produttori di abbigliamento.

 

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