Società che produce il suo brand

Chiara Ferragni aprirà il capitale di Fenice al private equity

È partita formalmente la scorsa settimana, con un mandato affidato a Bnp Paribas, la ricerca da parte di Chiara Ferragni di un fondo di private equity che entri nel capitale di Fenice (ex Serendipity), azienda produttrice del brand che porta il suo nome.

Lo rivela dalle colonne de L’Economia del Corriere della Sera Maria Silvia Sacchi, intervistando l’imprenditrice digitale sulle sue strategie. Ferragni dice di avere sempre avuto in mente l’idea di avere un fondo nel capitale, «ma prima dovevamo mettere l’azienda finanziariamente a posto e ritrovare l’armonia. Ora è il momento giusto: non intendo monetizzare le mie partecipazioni, ma voglio che la società cresca».

Conditio sine qua non per il nuovo partner è condividere l’approccio sempre più lifestyle del marchio. «Non ho mai voluto che fosse soltanto moda», sottolinea Chiara Ferragni, la cui attività si suddivide in due rami. Il primo è quello relativo alla sua collezione, articolata in diverse licenze e il cui brand è appunto collocato, come spiega Sacchi, all’interno di Fenice insieme ai soci Paolo Barletta, Nicola Bulgari e alle famiglie Barindelli e Morgese. Il secondo, in capo a Tbs Crew e Sisterhood, riguarda invece la promozione, l’immagine e la consulenza.

Sisterhood, dopo che Ferragni ne è diventata azionista unica, assumerà sempre più il ruolo di holding, spostando le attività operative sulla controllata Tbs Crew, anch’essa di sua proprietà.

Per Chiara Ferragni questi sono stati due anni intensi: risale al settembre 2020 la rottura con Pasquale Morgese delle aziende Mofra e N1, primo licenziatario delle calzature e degli accessori della Chiara Ferragni Collection, con la conseguente nomina della stessa Ferragni ad amministratore delegato e l’approvazione di un nuovo piano industriale, accompagnato da un aumento di capitale pari a 3,5 milioni di euro.

Scatta allora l’intesa con Swinger International per l’abbigliamento, cui ne seguono altre a getto continuo: con Monnalisa per il kidswear, Morellato per i gioielli, Velmar per intimo e moda mare, Safilo per gli occhiali, Pigna per la cartoleria e Nanan per i prodotti per l’infanzia e la puericultura. Le scarpe restano appannaggio di Mofra. L’imprenditrice da oltre 26 milioni di follower su Instagram, in una fascia che di massima va dai 14 ai 35 anni, viene tra l’altro cooptata nel cda di Tod’s.

Il make up, lanciato a novembre, è gestito direttamente (come pure l’e-commerce, dopo il ribaltone del settembre 2020), con la produzione affidata a Intercos e la distribuzione esclusiva nei negozi Douglas.

Nel 2021 i ricavi totali di Fenice, Tbs Crew e Sisterhood hanno raggiunto, secondo quanto riporta L’Economia, 46,3 milioni di euro, di cui 26 milioni di Fenice - con 4,6 milioni di turnover, +300%, per quanto riguarda le royalty -, 6,8 milioni di Tbs Crew e 13,5 milioni di Sisterhood.

Caute le previsioni sul 2022, previsto comunque in forte crescita, con un fatturato aggregato di 61 milioni di euro - grazie anche a ricavi da royalties ancora in corsa a 12,5 milioni (+172%) - e con un margine operativo lordo di 2,4 milioni.

A cura della redazione
stats