Solca (Bernstein): «Distretti italiani inattaccati dal virus»

Lusso: andamento misto in Borsa. Bene Aeffe, Lvmh e Ralph Lauren

Dopo i recenti ribassi, qualcuno torna a comprare i titoli del lusso in Borsa ma facendo una selezione. Poco prima delle 17, a Milano (intonata positivamente, con un +0,36% del Ftse Mib) spicca il +1,3% di Aeffe, seguito dal +0,73% di Moncler e dal +0,13% di Cucinelli, mentre Tod’s accusa un -1,25% e Ferragamo un -0,65%.

A Parigi bene Hermès (+1,2%) e Lvmh (+2,4%), mentre Kering registra un -0,3%.

Sulla parità Burberry a Londra, mentre a Ginevra Richemont segna un +0,5%. Debole Hugo Boss a Francoforte (+0,17).

Questa mattina a Hong Kong Prada ha chiuso la seduta con un +1,37%.

Nelle contrattazioni a New York, Capri Holdings risulta in lieve ribasso (-0,25%), mentre su Ralph Lauren sono scattati gli acquisti (+1,8%).

Intanto le principali Borse europee mantengono il segno positivo, come pure i maggiori indici dei mercati americani, vuoi per l’effetto taglio dei tassi della Fed, vuoi perché Wall Street apprezza il successo di Joe Biden (supportato dai moderati) tra i democratici in corsa per la Casa Bianca.

Secondo l’analista del lusso di Bernstein, Luca Solca, dobbiamo preparaci a un anno sabbatico, in attesa di vedere se l’epidemia da coronavirus diventerà o meno una pandemia. Riusciranno Sud Corea e Italia (al momento i due Paesi con il numero maggiore di casi confermati dopo la Cina) a rallentare i contagi? In Lombardia ora preoccupano i casi di Bergamo, Cremona e Brescia, che fanno ipotizzare nuovi focolai.

Per quanto riguarda il business del lusso, l’analista osserva che i maggiori distretti italiani dell'alto di gamma, come la Toscana e il Nord-Est, sono in gran parte rimasti incolumi.

Finora le previsioni di Bernstein tengono conto di uno scenario in base al quale il Covid-19 è ampiamente limitato alla Cina e l'epidemia si risolve entro la prima metà del 2020, cui dovrebbe seguire un rimbalzo del 10% della domanda cinese nel secondo semestre.

Ma le stime vanno ulteriormente tagliate in caso di pandemia. «Ora gli investitori - dice Solca - non devono guardare il numero totale di casi, ma il possibile sviluppo di nuovi focolai al di fuori delle aree già messe in quarantena».

Nei giorni scorsi Patrizia Arienti, Consumer leader per il Fashion & Luxury Emea di Deloitte, ha dichiarato: «Le aziende del fashion e lusso italiano hanno la forza per reggere l'impatto economico del coronavirus, anche se il settore sta inevitabilmente mostrando un rallentamento».

Per la società di consulenza e revisione è necessario «un piano d’azione mirato» per il settore, data la rilevanza strategica. Infatti genera il 34% del valore aggiunto e occupa un quinto dei lavoratori dell’Eurozona (22%).

e.f.
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