Solo vantaggi dall’ingresso in Lvmh

Babin (Bulgari): «Nessuna concorrenza con Tiffany»

L'americana Tiffany sta per entrare nel portafoglio di Lvmh ma non è una minaccia per il gioielliere romano Bulgari, rilevato dal gruppo francese nel 2011.

Ne è convinto Jean-Christophe Babin, ceo di Bulgari, intervenuto ieri a Milano all’evento di Fondazione Altagamma (di cui l’azienda dei preziosi è socia) per la presentazione del Bain-Altagamma Luxury Market Monitor 2019.

«Tiffany è molto Stati Uniti, Bulgari è molto Italia - ha sintetizzato Babin -. Competiamo su categorie diverse: noi sull’alta gioielleria romana (nella foto, alcune proposte), loro sulle pietre preziose. L’acquisizione è, di fatto, garanzia della leadership di Lvmh nei gioielli».

In attesa del closing dell’operazione, valutata 14,7 miliardi di euro, Babin ha spiegato quali sono le opportunità di fare parte di un colosso come Lvmh e qual è l’approccio del gruppo del lusso, dopo l’acquisto di un’azienda straniera: «Lvmh non ha mai voluto far diventare Bulgari una realtà francese, lascia autonomia. Farne parte ha enormi vantaggi. Per esempio, permette di avere le migliori condizioni a livello di comunicazione sui media. Si pensi anche al potere contrattuale nel real estate o quando si deve entrare in un nuovo mall, rispetto alla situazione di un marchio isolato. La parte creativa invece resta senza interferenze da Parigi, si muove in totale libertà. Per questo anche l’operazione Tiffany sarà vantaggiosa».

Commentando le stime del Monitor di Bain-Altagamma - una crescita del mercato del lusso del 4% (a cambi costanti) per la fine del 2019 e un proseguimento a un ritmo fra +3% e +5% di qui al 2025 - Babin vede un potenziale nella gioielleria, a oggi sottostimato. L’orologeria invece attraversa una fase difficile, specie nel segmento di prezzo che corrisponde a quello dei connected watches.

«I gioielli hanno il plus di essere da sempre legati alle emozioni della vita e mantengono il loro valore nel tempo - ha sottolineato il manager -. Inoltre sta sparendo la figura del gioielliere di fiducia sotto casa, che conosceva il vero valore dei preziosi. Ora saranno i marchi globali il nuovo riferimento in cui avere fiducia». (Un’intervista a Jean-Christophe Babin dove si approfondisce il tema del coinvolgimento del consumatore e delle strategie digital del gruppo è pubblicata a pag.6 del nuovo numero di eBusiness, al seguente link
https://issuu.com/fashion_ecomarket/docs/flip.page_ebusiness_n_4-2019?fr=sMTM1ZjMxOTU0NA).
e.f.
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