sostenibilità

H&M punta al 100% di capi riciclati

H&M ancora in prima linea sul fronte della sostenibilità. Nel Sustainability Report 2015 il colosso svedese annuncia un rinnovato impegno green, con l'obiettivo di arrivare al 100% dei capi riciclati e prodotti con altri materiali ecofriendly. Ma c'è chi dice che questa azienda sostenibile, sul fronte della sicurezza, «non mantiene le promesse».

 

«Ci siamo dati l’obiettivo di diventare al 100% circolari. Attraverso un dialogo continuo con esperti e con le parti interessate imposteremo diversi traguardi per raggiungere questo obiettivo: guidare il cambiamento verso una moda completamente circolare e sostenibile», dice Anna Gedda, head of sustainability di H&M.

 

Come spiega il 14esimo report del gruppo della fast fashion, oggi i materiali da fonti sostenibili rappresentano il 20% sul totale. In particolare il cotone biologico, il cotone riciclato e il Better Cotton (certificato dalla BCI) rappresentano quasi un terzo del totale del cotone utilizzato da H&M nel 2015.

 

Sul fronte dell'energia elettrica, la quota proveniente da fonti rinnovabili a livello globale è passata dal 27% del 2014 al 78% del 2015, mentre le emissioni totali sono state ridotte del 56% rispetto al 2014, grazie a un maggiore utilizzo di energia elettrica da fonti rinnovabili.


Passi avanti, come spiega H&M, sono stati fatti anche nell'ambito delle condizioni lavorative, con un accordo firmato con IndustriALL Global Union e il sindacato svedese IF Metall.

 

Proprio su questo fronte, c'è però chi dice che H&M «non mantiene le promesse». La pubblicazione del report arriva infatti in concomitanza con l'appello di una mobilitazione generale lanciata da Campagna Abiti Puliti (sezione italiana della Clean Clothes Campaign), International Labor Rights Forum e United Students Against Sweatshops, organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti dei lavoratori in Europa, Bangladesh e Nord America.

 

Gli attivisti sostengono che «a tre anni dalla firma dell’Accordo per la prevenzione degli incendi e la sicurezza degli edifici in Bangladesh, con il quale anche H&M si era impegnata a migliorare le condizioni di lavoro nella sua catena di fornitura, un’analisi sulle misure correttive messe in campo dall’azienda in alcune fabbriche, sue fornitrici, mostra come a oggi la maggior parte di queste siano ancora sprovviste di uscite di sicurezza adeguate».

 

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