sostenibilità

Peta Usa azionista di Prada: «Così la nostra voce diventa più forte»

Dopo aver scosso i social con un video-choc (nella foto), Peta Usa, l'organizzazione no-profit a sostegno dei diritti degli animali, è diventata azionista di Prada: «L'acquisto - dichiarano i vertici della ong - ci permette di sollecitare la fine dei crudeli prodotti in pelle di struzzo».

 

«Questa azione - spiegano - permetterà al gruppo di beneficenza per la difesa degli animali di presenziare alle riunioni annuali di Prada e chiedere ufficialmente di porre fine alla vendita di prodotti in pelle di animali esotici».

 

La decisione è scaturita in seguito a un'indagine che rivela la ferocia perpetrata sugli struzzi per ricavarne prodotti di lusso: «Peta Usa - dice in una nota il direttore di Peta, Mimi Bekhechi - sta portando la lotta contro la crudeltà dentro le sale riunioni di Prada, dove potrà richiedere all'azienda di eliminare per sempre le borse in pelle di struzzo».

 

Nel video-denuncia girato da Peta compaiono altri nomi top del lusso: oltre a Prada, anche Hermès e Louis Vuitton.

 

Nel luglio scorso Peta aveva annunciato di essere diventata azionista di Hermès, anche in questo caso guadagnando l'accesso alle riunioni degli azionisti per bloccare dall'interno la produzione di accessori realizzati con pelli di animali esotici.

 

Qualche settimana prima Jane Birkin, a cui è dedicata una delle più famose e iconiche borse (in coccodrillo) della griffe, dopo esser venuta a conoscenza della crudeltà dei metodi utilizzati per macellare i rettili, aveva chiesto che venisse cambiato nome alla "Birkin Croco".

 

Dopo le rassicurazioni ricevute dall'azienda, la cantante e attrice aveva successivamente cambiato idea: Hermès aveva fatto sapere alla Birkin di aver redarguito l'allevatore di coccodrilli in Texas, accusato dei maltrattamenti ai rettili prima di macellarli, arrivando a minacciarlo di rescindere il contratto.

 

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