sotto i riflettori

Theresa May: il primo ministro con un debole per la moda

La nuova premier britannica Theresa May viene considerata l'anello di congiunzione tra Margareth Thatcher, unica altra donna a essersi insediata al 10 di Downing Street, e Angela Merkel. Ma nello stile - molto personale, curato e con un pizzico di verve - somiglia solo a se stessa.

 

Come riporta wwd.com, la 59enne neo-"ministra" non ha mai nascosto la sua passione per la moda, al punto che durante una trasmissione televisiva aveva rivelato che, se fosse finita su un'isola deserta e avesse potuto esprimere un desiderio, l'unico lusso che avrebbe voluto concedersi sarebbe stato l'abbonamento annuale a Vogue.

 

Tra i suoi marchi preferiti Roland Mouret, Vivienne Westwood, Anja Hindmarch, Orla Kiely e, per quanto riguarda scarpe e accessori, Russell & Bromley e L.K. Bennett.

 

Gli scatti che la raffigurano con completi blu scuro o neri, ma contraddistinti da silhouette particolari, e décolleté leopardate o zebrate, ballerine in velluto con piccole borchie dorate, sneaker che raffigurano la bandiera britannica, hanno fatto il giro del mondo.

 

Non è infrequente che al tailleur pantalone, un classico per lei, abbini un soprabito multicolore che non passa inosservato, oppure che a sorpresa sfoggi un paio di cuissard.

 

C'è chi, come The Daily Mail, la definisce "Imelda Marcos della politica britannica", facendo riferimento alla moglie del presidente delle Filippine, Ferdinand Marcos, e alla sua collezione di 3mila calzature.

 

La May non si scompone: «Non sono preoccupata se le mie scarpe si fanno notare: è capitato che servissero per rompere il ghiaccio». Esistono addirittura fan club ispirati al suo stile e siti come fashionmomentswiththeresamay.tumblr.com (nella foto) che non si perdono un suo look.

 

Su telegraph.co.uk, la stylist Karen Smith, abituata a una clientela d'impronta corporate, approva incondizionatamente la "tendenza May", in quanto la premier «dimostra che uomini e donne non sono uguali e riesce a essere se stessa, senza seguire pedissequamente le uniformi imposte da un ruolo come il suo».

 

A lei, fra i tanti compiti, quello di gestire il passaggio alla Brexit: come è noto, alla vigilia del voto, il British Fashion Council aveva interpellato circa 500 designer inglesi chiedendo cosa ne pensassero su un'eventuale uscita dal Regno Unito dalla UE.

 

Fra i 290 che avevano risposto, netta la vittoria dei "remain", con il 90% delle preferenze. Ma, visto che l'affinità della premier con la moda è forte, esistono buoni punti di contatto tra lei e il settore.

 

C'è da scommettere che i designer d'oltremanica, e non solo loro, faranno a gara per creare l'outfit perfetto destinato a quella che, pur essendo a tutti gli effetti una "lady di ferro", rivela un'inaspettata verve creativa attraverso ciò che indossa.

 

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