Guess, Abercrombie, Nordstrom e le altre quotate

Trimestrali Usa: chi recupera e chi no i livelli pre-Covid

Dalla tornata di trimestrali americane di questi ultimi giorni di agosto arrivano indicazioni miste anche se, tra brand e retailer quotati, i più battono le stime degli analisti.

Nel periodo terminato il 31 luglio la californiana Guess Inc. (nella foto una proposta per il prossimo autunno) ha visto i ricavi salire del 58% a 628,6 milioni rispetto all’analogo periodo del 2021, ma le vendite sono rimaste sotto i livelli del corrispondente periodo pre-pandemia (-8%).

Il calo, come ha spiegato il ceo di Guess 
Carlos Alberini, è legato all’impatto delle chiusure permanenti di negozi e a uno shift delle spedizioni wholesale europee nel terzo trimestre. L’utile del gruppo si è attestato a 61,1 milioni di dollari, o 91 centesimi per azione, dalla perdita, un anno prima, di 20,3 milioni e superiori del 141% rispetto ai profitti dello stesso quarter del 2019. Gli analisti avevano previsto un risultato di 70 centesimi per azione e 648,6 milioni di vendite.

Anche il department store di lusso Nordstrom ha migliorato i numeri rispetto al 2020, ma non ce l’ha fatta a tornare ai livelli del 2019. Le vendite a tre mesi sono cresciute del 101% a 3,57 miliardi di dollari, ma accusano un -6% rispetto allo stesso periodo del 2019. L'e-commerce è progredito del 30% sul 2020 e del 24% sul 2019 e al momento riguarda il 40% del fatturato. Il retailer è passato da una perdita di 255 milioni a un utile di 80 milioni o 49 centesimi per azione, ben al di sopra dei 27 centesimi previsti dagli analisti, che stimavano 3,36 miliardi di ricavi.

Pure Macy’s ha superato le aspettative. Il giro d’affari ha raggiunto i 5,65 miliardi di dollari, dai precedenti 3,56 miliardi. Si tratta di una cifra oltre le stime degli analisti, che ipotizzavano 5,01 miliardi. Su base comparabile i ricavi sono aumentati del 61,2% rispetto al trimestre 2020 e del 5,8% rispetto all’analogo del 2019. Nel quarter al 31 luglio l’utile ha totalizzato 345 milioni, o 1,08 dollari per azione, dalla perdita precedente di 431 milioni. L’e-commerce ha accusato un -6% rispetto al secondo quarter 2020, perché i consumatori omnicanale sono tornati nei negozi, ma l’insegna registra un +45% rispetto al corrispondente trimestre del 2019. La digital penetration ora è pari al 32% delle vendite.

Nell’analogo quarter lo specialty retailer Abercrombie & Fitch, che controlla anche il marchio Hollister, è cresciuto sia rispetto a 12 mesi prima, che rispetto allo stesso periodo pre-covid. Le vendite nette a tre mesi hanno raggiunto gli 865 milioni di dollari: +24% rispetto allo stesso quarter del 2020 e +3% sul 2019.

La ceo di Abercrombie & Fitch, 
Fran Horowitz, ha sottolineato che le vendite sul mercato maggiore, gli Stati Uniti, sono in «buona salute», con un +31% rispetto a un anno prima e un +11% rispetto a due anni prima. «Con il ritorno dei consumatori negli store, l'e-commerce è rimasto stabile rispetto al secondo quarter 2020, ma il tasso di penetrazione è rimasto elevato, pari al 44% dei ricavi totali del periodo».

La manager ha inoltre parlato di un forte inizio della stagione del back-to-school negli Usa. L’utile del periodo è balzato da 5,5 a 108,5 milioni, corrispondenti a 1,69 dollari per azione. Gli analisti si aspettavano 0,72 dollari e 864,85 milioni di dollari di turnover.

Nei giorni scorsi anche la concorrente Gap ha pubblicato i risultati trimestrali. I ricavi, pari a 4,2 miliardi di dollari, hanno segnato un aumento del 29% sullo stesso periodo del 2020 e del 5% sul 2019. Gli utili per azione del quarter, terminato il 31 luglio, si sono attestati a 0,67 dollari, dai -0,17 dollari di un anno prima.

e.f.
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