a pochi mesi dal passaggio al nuovo proprietario

Escada: tempi duri per il brand nell'era Regent

Tempi difficili per Escada sotto la nuova proprietà. A pochi mesi dal passaggio nelle fila di Regent, il private equity di Los Angeles, che ha acquisito la label da Megha Mittal lo scorso novembre, il marchio ha chiuso diversi negozi in America del Nord, riacquisiti dai proprietari. La label ha licenziato o messo in aspettativa quasi tutta la sua forza vendita al dettaglio e il personale aziendale si è ridotto drasticamente, compresi il ceo e il cfo.

A parte gli effetti dirompenti della pandemia e del lockdown, pare che la situazione per la label, che secondo alcuni avrebbe una perdita di oltre 100 milioni di dollari, fosse già difficile a dicembre e gennaio scorsi. I licenziamenti collettivi sono stati effettuati infatti già lo scorso dicembre e sembra che si siano accumulate una serie di fatture da evadere, all'indomani dell'acquisizione.

Come riferisce wwd.com, secondo alcuni Regent starebbe controllando attentamente tutte le spese, ma altri ritengono che Regent starebbe solo spingendo la label verso il declino.

Pare che i licenziamenti effettuati presso la sede centrale in Germania abbiano ridotto il personale di almeno 50 dipendenti, ma secondo alcuni sarebbero in realtà 100.

Anche negli Stati Uniti sono stati eliminati tutti i ruoli aziendali, lasciando solo circa 150 addetti in Germania, dove Escada è stata fondata nel 1978 da Margaretha Wolfgang Ley. Si dice anche che molti lavoratori siano rimasti nello stabilimento del brand in Slovenia.

Da quando Regent è subentrato, non c'è stata alcuna indicazione circa la strategia per riportare il marchio in pista. Almeno tre dei sei negozi indipendenti di Escada nel Nord America, a Beverly Hills, Dallas e Vancouver, sono stati appena ripresi dai proprietari, poiché l'affitto non era stato pagato per diversi mesi consecutivi.

Anche altri store negli Stati Uniti sarebbero in procinto di chiudere per lo stesso motivo, anche se pare che alcuni stiano pianificando di riaprire quando saranno revocate le misure prese per fronteggiare il diffondersi della pandemia.

Ci sarebbero intanto progetti in corso volti a un'ulteriore riduzione dei punti vendita e del canale wholesale, negli Usa e in Europa, che dipenderebbero dalle decisioni dei proprietari in relazione al mancato pagamento dei canoni di affitto.

Escada conta attualmente 298 negozi, ma la maggior parte di questi è legata al wholesale o si tratta di shop-in-shop in grandi magazzini come NordstromSaks Fifth AvenueNeiman Marcus Harrods. Il marchio si aspetta che una parte delle sue attività subirà gravi ripercussioni, dal momento che molti department store in serie difficoltà finanziarie stanno cercando di ridimensionare il business.

Si dice inoltre che Escada starebbe abbandonando del tutto il modello di collezione tradizionale. Si concentrerà invece su capsule più piccole in uscita più volte all'anno, arrivando a un'offerta molto ridotta. Un piano che sarebbe in atto anche per la linea gemella Escada Sport. Non è chiaro cosa significhi questa strategia per Emma Cook, nominata global design director, poco prima dell'arrivo di Regent.

La designer sarebbe ancora sotto contratto con Escada, ma i piani per il futuro sembrano puntare sull'idea di coinvolgere diversi creativi, probabilmente uno per ogni capsule. Ciò potrebbe voler dire che a fine anno il rapporto di Cook con la label potrebbe chiudersi.

Altri ruoli di alto livello rimasti vacanti in Escada non saranno rimpiazzati. L'amministratore delegato Iris Elisabeth Epple-Righi ha lasciato il marchio lo scorso dicembre, dopo circa due anni. Anche il consigliere generale Lars Schmidt ha appena lasciato l'azienda mentre Torsten Dühring, arrivato lo scorso gennaio con il ruolo di direttore finanziario, ha lasciato l'incarico poche settimane dopo, per non essere sostituito.

Tra le altre acquisizioni di Regent figurano il marchio di lingerie La Senza, rilevato da L Brands, la rivista Sunset da Time Regis Corp., che gestiva Vidal Sassoon e centinaia di hair salon dislocati nei centri commerciali.

c.me.
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