Sourcing strategy da rivedere con i dazi

Guess avanza nel quarter grazie alle Americhe (+3%)

Guess chiude il primo trimestre con un aumento del 3% dei ricavi, a 536,7 milioni di euro (+8% a cambi costanti).

Tuttavia, la perdita del periodo terminato il 4 maggio è passata da 21,2 a 21,4 milioni di dollari.

La crescita delle vendite retail nelle Americhe è stata del 3%: la migliore rispetto a mercati come l’Europa (+2,2%) e l’Asia (+1,4%).

Il mercato asiatico, in particolare, è stato colpito da un minore traffico negli store e sul fronte e-commerce. L’azienda però continua a credere in quest'area, Cina in testa, dove vanta una rete di store in 34 del 60 maggiori città, di cui il 90% gestiti direttamente.

Il nuovo ceo Carlos Alberini - l'ex Lucky Brand che ha preso il posto di Victor Herrero - ha reso noto che la strategia di sourcing del gruppo di Los Angeles è stata penalizzata dall’aumento dei dazi sui prodotti cinesi.

Come riportano i media Usa, nella conference call con gli analisti Alberini ha spiegato che per mitigare l’effetto sui consumatori sta pensando di sostenere i maggiori costi con i fornitori e di delocalizzare altrove.  

«Se le tariffe saliranno al 25% (dal 10%) - ha detto il ceo - l’impatto sarà significativo, ma la situazione al momento resta fluida».

Il manager ha inoltre prospettato un maggiore focus sulle vendite online, al momento pari al 12% del totale, distanti dal 30-40% di altri retailer.

Quanto al prodotto, per intercettare al meglio le preferenze dei consumatori sono stati creati due team di designer per la linea contemporary Marciano (nella foto): uno a Los Angeles per le Americhe e un secondo in Svizzera, a Davos, per l’Europa.

Nel fiscal year che terminerà il primo febbraio Guess prevede un aumento delle vendite fra il 3,5% e il 4,5%  e un operating margin adjusted fra il 4,8% e il 5,2%.

Il bilancio dovrebbe chiudere con un utile per azione tra 1,09 e 1,20 dollari per azione, dalla perdita di 0,27 centesimi di dollaro del primo quarter.

e.f.
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