Sovrapposizioni viste come «non gravi»

Lvmh più vicina all’ok dell’antitrust Ue per l’operazione Tiffany

Il colosso francese del lusso Lvmh sarebbe ormai prossimo a ottenere l’approvazione dell’antitrust europeo per l’acquisizione del gioielliere Tiffany.

Lo riporta oggi Reuters, citando persone vicine alla questione. L’ok dell’autority europea è una delle approvazioni mancanti, per il perfezionamento dell’operazione, ma starebbe per arrivare nel mezzo di una battaglia legale tra le due parti in causa.

L’agenzia di stampa riporta che la Commissione europea, la cui decisione sull'accordo dovrebbe arrivare entro il 26 ottobre, ha rifiutato di commentare e che Lvmh e Tiffany non hanno risposto immediatamente a una richiesta di commento.

In base alle fonti di Reuters, le due società hanno mostrato diverse sovrapposizioni in alcune aree, che tuttavia non risulterebbero così gravi da innescare problemi di concorrenza.

A oggi l’acquisizione ha ottenuto otto su 10 autorizzazioni. Mancherebbero appunto l’Europa e Taiwan.

In settembre Tiffany ha fatto causa a Lvmh. Il gruppo quotato a New York ritiene che i francesi stiano cercando di utilizzare ogni mezzo disponibile per evitare di chiudere la transazione nei termini concordati lo scorso novembre, che tengono conto di una valutazione del gruppo dei preziosi di oltre 16 miliardi di dollari.

Dal canto suo Lvmh sostiene che la società statunitense è stata gestita male durante la pandemia.

Il processo, presso la Corte di giustizia del Delaware, dovrebbe cominciare il prossimo 5 gennaio e durare quattro giorni. 

Intanto a Wall Street il titolo Tiffany continua a viaggiare sotto il prezzo d'offerta di Lvmh: 119,19 dollari (+0,19%) negli scambi intorno alle 17 italiane, contro i 135 proposti in novembre. 

e.f.
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