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Fashion Technology Accelerator: da Hatcher+ un milione di euro in tre anni

In arrivo capitali freschi per dare ulteriore slancio a Fashion Technology Accelerator (Fta), l'acceleratore di startup europeo con focus sui settori moda, lusso e retail. Annunciata la partnership con Hatcher Plus, fondo di venture capital con sede a Singapore. Costituito l'advisory board della società: tra i membri, Giuseppe Miroglio e Marco Palmieri.

 

Basato sull'utilizzo dei big data e di tecnologie di intelligenza artificiale per valutare le startup con maggiore potenzialità e per accrescerne i risultati, Hatcher Plus (Hatcher+) ha selezionato, dopo un processo di due diligence, 15 acceleratori in tutto il mondo che riceveranno fondi da investire nelle startup nelle proprie scuderie.

 

Oltre al milione di euro da investire in tre anni, Hatcher+ metterà a disposizione ulteriori 200mila euro per ogni startup, da investire in un successivo round di finanziamento. Cifre che, sommate, danno un totale potenziale di 5 milioni di euro.

 

L'intesa conferma l'interesse del mondo asiatico nei confronti della moda italiana, anche in chiave di innovazione. A ottobre, infatti, Fta aveva già chiuso un round di investimento da parte di un investitore cinese, con il supporto dell'organizzazione Tech Silu.

 

Si consolidano anche i rapporti di Fashion Technology Accelerator con il mondo della moda: dallo scorso gennaio è stato costiuto un advisory board in cui siedono Giuseppe Miroglio, presidente del Gruppo Miroglio, Marco Palmieri, ceo di Piquadro, Tiziana Nunno, head of luxury industry di Goolge Italia e Gabriele Tazzari, director reserach and development di Yoox Net-à-Porter Group.

 

Compito del board sarà coadiuvare Fta nella selezione delle startup che il prossimo marzo saranno scelte per il programma di accelerazione e investimento.

 

Fta aiuta gli imprenditori a far crescere le loro attività nel settore moda e le aziende mature a rimanere competitive adottando le soluzioni proposte dalle startup. Attualmente ne ha 15 in scuderia, sei delle quali hanno sede fuori dall'Italia tra Usa, Israele, Hong Kong, Lituania e Regno Unito.

 

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