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Warby Parker: il "Davide" dell'eyewear raccoglie 75 milioni e pensa alla Borsa

Gli investitori credono più che mai in Warby Parker: il retailer americano dell'occhialeria, partito da zero e cresciuto oltre ogni aspettativa, ha raccolto finanziamenti per 75 milioni di dollari (quasi 61 milioni di euro) da parte di realtà come T. Rowe Price Investment Management e Baillie Gifford.

 

Si dice che Warby Parker venga valutato intorno agli 1,7 miliardi di dollari (poco meno di 1,4 miliardi di euro), contro gli 1,2 miliardi del 2015. Il debutto in Borsa potrebbe avvenire entro due anni.

 

La storia di Warby Parker potrebbe essere il soggetto di un film. A fondare l'azienda, che ha finora ha attirato investimenti per 215 milioni di dollari esclusi quelli odierni, sono stati alcuni studenti della Wharton School presso la University of Pennsylvania, sovvenzionati dalla scuola con 2.500 dollari.

 

Probabilmente nemmeno loro immaginavano che in pochi anni sarebbero arrivati a un fatturato di oltre 250 milioni di dollari (più di 202 milioni di euro), un sito di e-commerce che va a gonfie vele e 65 negozi fisici, che entro fine 2018 dovrebbero salire a 100.

 

L'espansione distributiva sarà solo una delle leve del futuro: con il denaro ottenuto la società intende potenziare i settori della ricerca e della tecnologia.

 

«Ogni idea nasce da un problema - si legge nel sito di Warby Parker -. Il nostro era che gli occhiali sono troppo costosi». È stato questo il primo passo per focalizzarsi su un obiettivo: proporre, come nella storia di Davide e Golia, un'alternativa ai colossi che monopolizzano il settore, disegnando i modelli internamente in base a criteri di qualità e personalizzazione, bypassando i canali di vendita tradizionali e attivando un forte engagement con il consumatore.

 

Il prezzo del modello da donna Louise Small di Warby Parker, incluse le lenti da vista, parte da 145 dollari, mentre Welty per l'uomo va in vendita a 95 dollari: sono solo due esempi di un'offerta fondata su cartellini molto appetibili, che però si accompagnano alla cura dei dettagli e a un servizio efficiente, di cui fa parte l'opzione gratuita Home Try On, che permette di provare a casa cinque montature.

 

Nell'attività del retailer non manca un risvolto benefico: grazie a partnership con enti come VisionSpring, per ogni paio di occhiali venduto, un altro viene dato a chi non può permettersi di comprarlo, seguendo il principio Buy a pair, give a pair.

 

Guidato da Neil Blumenthal e Dave Gilboa, il pure player newyorkese dell'eyewear ha recentemente cooptato nel cda Youngme Moon, docente alla Harvard Business School e consigliere di colossi come Unilever e Rakuten.

 

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