Stimato un +2% delle vendite

Asos teme l’impatto dell’inflazione sui consumi

Asos è cauto sui profitti futuri, dopo avere realizzato vendite sotto le stime in agosto. Il fashion e-commerce ha dichiarato di aver registrato una buona crescita nei mesi di giugno e luglio e di aspettarsi che le vendite totali per i 12 mesi che terminano il 31 agosto 2022 rimangano entro il range delle aspettative del mercato. Tuttavia attualmente sta assistendo «all'impatto dell'accelerazione delle pressioni inflazionistiche sui consumatori e a un inizio lento dello shopping autunno/inverno».

Il rallentamento dell'attività fa prevedere che gli utili si collocheranno all'incirca nella parte inferiore delle previsioni dell'azienda.

Per l'anno in corso Asos prospetta una crescita delle vendite, a valute costanti, di circa il 2%, e un debito netto di circa 150 milioni di sterline. I risultati dell’intero anno fiscale saranno resi noti il prossimo 12 ottobre.

«Pur restando cauta sulle prospettive di spesa dei consumatori, Asos continua a compiere progressi strategici e a gestire l'attività nell'attuale contesto», dicono dall’e-tailer britannico.

Queste dichiarazioni arrivano dopo che, tre mesi fa, la società aveva tagliato i target di vendita e di profitto e informato di aver assistito a un forte aumento dei resi.

L’azienda, che recentemente ha arruolato un ex dirigente Nike, Tim Phipps, come responsabile per la categoria "sportswear e outdoor", ha perso quasi l’80% del suo valore in un anno di quotazioni alla Borsa di Londra.

Nel primo pomeriggio di oggi Asos segna invece un +1,92% rispetto alla chiusura di ieri, mentre gli analisti di JP Morgan e Goldman Sachs confermano il loro giudizio "neutrale" sul titolo. Il mercato valuta l'azienda circa 676 milioni di sterline (quasi 780 milioni di euro).

e.f.
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