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Au197Sm: dopo l'oro, gli ultrasuoni. In vista il primo monomarca e il kidswear

La mission del brand è già tutta contenuta nel nome: Au197Sm, il simbolo chimico dell'unico isotopo stabile dell'oro e la sigla di Stefano Maccagnani, imprenditore poliedrico che dal 2000 opera in diverse realtà industriali, dal settore automotive a quello bio-medicale. Alla sua seconda collezione, il brand di prêt-à-porter accelera in chiave high-tech e oltre a utilizzare l'oro sui tessuti, lancia le cuciture a ultrasuoni.

 

La nascita di Au197Sm risale al 2016, quando con Belumbery Fashion Group (che fa capo alla holding Eos) Maccagnani lancia una linea di abbigliamento che, attraverso un'esclusiva tecnica brevettata dalla società stessa, fonde l'oro 24kt, l'oro bianco, l'oro rosso e il platino con il tessuto.

 

Il risultato è un streetwear deluxe dal piglio dinamico e contemporaneo, in versione femminile (per l'80%) e maschile, anche se dai confini di genere stemperati da silhouette rilassate, che scommette su materiali tecnici, volumi destrutturati, proposte coordinabili e intercambiabili fra loro e il fil rouge dell'oro.

 

Con la seconda collezione, un altro step: le cuciture a ultrasuoni. Finora preclusa ai materiali tecnici che possedevano una minima percentuale di fibra sintetica, la saldatura è applicata a tessuti come cadì, seta e jersey, per un'offerta urban-oriented, modulata da giochi di volumi, motivi a rete e grafismi astratti, in un'alternanza di pieni e vuoti.

 

«Con questa collezione - racconta a fashionmagazine.it Stefano Maccagnani - abbiamo obiettivi molto ambiziosi. Pensiamo la collezione abbia tutti i crismi creativi e di ricerca per affermarsi sul mercato internazionale, che ci ha già dato ottimi feedback. A livello distributivo ora ci stiamo focalizzando sulla costituzione di un team commerciale ad hoc, con il fine di promuovere al meglio il brand».

 

Con la prima stagione Au197Sm, come informa Paola Emilia Monachesi, direttore generale, ha conquistato una quindicina di multimarca top, spaziando dal Medio Oriente agli Usa, dalla Cina all'Australia, «grazie a prodotti innovativi e dal posizionamento luxury, ma dal prezzo competitivo, compreso fra i 300 e i 1.200 euro».

 

Prossimi obiettivi «aumentare il network del canale wholesale, mantenendo una distribuzione selezionata - anticipa Maccagnani - e l'apertura del nostro primo negozio monomarca. Stiamo ancora valutando la piazza più adatta, sicuramente all'estero, ma l'intenzione è di concretizzare il progetto in tempi brevi».

 

Nel giro di un anno dovrebbe arrivare anche l'e-commerce, «pensato per una linea dedicata, con proposte specifiche», mentre è fissato per l'autunno-inverno 2019/2020 il debutto nel kidswear, fedele alla stessa idea di "ingegneria sartoriale": «Stiamo mettendo a punto una collezione per il bambino e la bambina - spiega Stefano Maccagnani - con proposte all'avanguardia, unconventional nello stile e nelle tecnologie utilizzate, come quelle da adulto».

 

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