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Eurojersey & Arena insieme per la nuova generazione di costumi shaping

Grande reunion stamattina (8 marzo) a Caronno Pertusella, sede di Eurojersey, per svelare la nuova collezione di shaping swimsuit Arena Bodylift, frutto del sodalizio - ormai più che ventennale - tra l'azienda di tessuti tecnici e il brand di waterwear. Un'occasione anche per raccontare le strategie future delle due realtà.

 

«Be at your best»: la mission dell'ultima generazione di costumi performanti firmati Arena Bodylift, linea nata nel 2008 e via via cresciuta fino a comprendere articoli pensati sia per la piscina che per il mare, sta tutta in questo motto, come ha spiegato Ilaria Santecchia, regional merchandising manager di Arena Italia: «Si tratta di proposte che, grazie allo studio del design e ai tessuti innovativi di Eurojersey, sono in grado di valorizzare ogni curva, facendo leva su particolari tagli nella struttura, pannelli modellanti intelligenti, tessuto interno in mesh per appiattire l'addome, reggiseno interno e spalline regolabili, con differenti back e sgambature, per far sentire ogni donna a proprio agio in qualsiasi contesto acquatico».

 

Soluzioni dalle alte prestazioni che dal 2013 a questa parte utilizzano anche il tessuto Sensitive Fit di Eurojersey, al fine di alzare ulteriormente l'asticella in fatto di performance modellanti: «Grazie all'elevata percentuale di Lycra e all'alta memoria elastica, al peso e allo spessore minimi - ha spiegato Santecchia - è capace di garantire un'azione contenitiva e un supporto senza costrizioni, avvolgendo il corpo come una seconda pelle. È leggero e resistente, ridefinisce la silhouette del corpo nelle zone più critiche, offre resistenza al cloro e una rapida asciugatura».

 

Una tranche d'offerta, quella di Arena Bodylift, che per il brand rappresenta un segmento in espansione, «capace di intercettare un target in crescita», come ha sottolineato Giuseppe Musciacchio, co-amministratore delegato di Arena. «Parliamo di 10 milioni di euro di fatturato e di 250mila pezzi venduti all'anno - ha precisato -. Si tratta di una nostra eccellenza, che abbiamo deciso di celebrare qui, all'interno di Eurojersey, che è un gioiello in fatto di tecnologia, passione e innovazione, con grandi investimenti sul fronte della sostenibilità».

 

Guidata dal direttore generale Andrea Crespi, Eurojersey ha archiviato il 2016 a quota 57 milioni di euro, in crescita del 6% sull'anno precedente e «per il 2017 - ha anticipato l'imprenditore - ipotizziamo un ulteriore incremento del 4-5%, tenendo presente che il mercato non è in espansione ma in contrazione».

 

L'azienda, che genera il 40% del giro d'affari con tessuti tecnici per l'abbigliamento e lo sport, il 40% per il segmento dei costumi da bagno e il 20% per l'underwear, è una «realtà a ciclo completamente verticalizzato», ha evidenziato Crespi, dalla tessitura alla tintoria, dal finissaggio alla stamperia, con una capacità produttiva annua pari a 15 milioni di metri di tessuto.

 

Totalmente dedicato alle linee di prodotto che costituiscono la gamma di tessuti Sensitive Fabrics, l'impianto di Eurojersey opera a ciclo continuo grazie a una squadra di 187 persone, e negli ultimi anni ha investito in maniera mirata per creare una realtà produttiva ecosostenibile, riducendo il consumo di risorse naturali, acqua, energia e l'impatto ambientale.

 

Quanto ad Arena, nata nel 1973 ed entrata nell'orbita del fondo svizzero Capvis nel 2014, ha chiuso il 2016 con un fatturato consolidato pari a 111 milioni di euro, ed è leader nel settore waterwear con una presenza in oltre 100 nazioni: «Il nostro primo mercato - ha detto Luca Selvatici, co-amministratore delegato di Arena - è la Francia, seguito da Italia, Germania e Messico. Il nostro Paese, con un turnover 2016 di 20 milioni di euro, è presidiato principalmente attraverso 1.200 clienti wholesale, con Cisalfa come interlocutore principale». Il canale retail «non è al momento nelle nostre priorità - ha aggiunto - ma le case history di successo di alcuni nostri distributori in Polonia e Russia ci hanno convinto a ragionare su questo asset per il futuro».

 

Attualmente la società realizza la parte tessile per il 90% nel Far East, ma è in corso un progetto di reshoring, come informa il manager, «con l'obiettivo di abbassare questa percentuale al 60% entro il 2020». «Stiamo già riportando parte della produzione in Est Europa e Nord Africa - ha aggiunto - e nel 2013 abbiamo internalizzato parte dei processi produttivi aprendo nel Sud della Slovacchia un nuovo stabilimento, dove lavorano una quarantina di persone». (nella foto, da sinistra: Luca Selvatici, Andrea Crespi e Giuseppe Musciacchio».

 

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