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Fabio Gatto: «Ballantyne è tornato a crescere. Ora guardiamo avanti»

A circa due anni di distanza dall'acquisizione di Ballantyne, l'imprenditore-designer Fabio Gatto fa il punto sul percorso di rilancio dell'iconico brand scozzese del cashmere e svela i piani futuri. In programma l'accelerazione sui mercati stranieri, in primis in Asia, e l'avvio dell'e-shop.

 

Il verbo che in assoluto non piace a Fabio Gatto è "millantare". Mentre racconta l'avventura intrapresa con Ballantyne - comprato nel 2015 dal fondo Charme della famiglia Montezemolo, attraverso la società Corso Italia -, questo imprenditore-creativo del Nord-Est, con 30 anni di esperienza alle spalle nella filiera moda, tiene a sottolineare quali erano le intenzioni alla base dell'operazione, senza nascondere le difficoltà o brandire obiettivi velleitari: «Volevamo restituire al brand il prestigio che si merita - spiega a fashionmagazine.it - ridando smalto a un'etichetta blasonata e dal savoir faire artigianale con quasi 100 anni di storia, dagli intarsi realizzati con il telaio a mano, dal touch e dai colori esclusivi».

 

I primi risultati sono arrivati. Nel 2017 il marchio chiuderà a quota 6 milioni di euro, forte di una campagna vendite, quella per la primavera-estate 2018, che ha raccolto il favore dei buyer: «Abbiamo fatto il +50% in Asia, +50% in Russia e il +30% in Italia», racconta Gatto, che entro i prossimi tre anni mira al traguardo dei 12 milioni, senza dimenticare l'importanza di «lavorare a piccoli passi e procedere per gradi, accertandosi della solidità della fondamenta, senza farsi prendere dalla fretta».

 

«Si sono fatti avanti anche dei fondi - precisa - ma io ho risposto "Non è il momento". Per ridare lustro a un marchio dall'heritage forte come Ballantyne, più che un'iniezione di denaro serve un lavoro certosino sul prodotto e sulla distribuzione».

 

Oggi il côté femminile pesa per il 60% sull'offerta totale, gran parte della produzione è stata riportata in Scozia, si è lavorato scrupolosamente sulla qualità del servizio e delle consegne, è stata ridisegnata la mappa distributiva: «Possiamo contare su 110-115 best shop italiani come clienti - racconta l'imprenditore - e dall'anno scorso abbiamo avviato il primo monomarca a insegna Ballantyne a Milano».

 

«Più che un negozio, lo considero un laboratorio dove perfezionare il nostro concept di vendita», tiene a rimarcare Gatto, confermando il suo approccio prudente e pragmatico. «L'idea - prosegue - è soprattutto di traslare questo esperimento retail in Asia, con le prime aperture in programma in Giappone e in Corea».

 

Attualmente il business è realizzato per il 70% nel nostro Paese, ma l'obiettivo è di ribaltare le percentuali tra Italia ed estero, spingendo in primis sul continente asiatico e la Russia. Per gli Usa ci vuole più tempo, «ma è probabile che sbarcheremo prima qui che in Cina».

 

Tra le novità, oltre alla Diamond Bag presentata in 22 colori e all'alleanza con Certilogo per bloccare la contraffazione dei suoi prodotti, c'è il lancio dell'e-commerce: «È vero, lo inauguriamo la settimana prossima - conferma Fabio Gatto - ma per il momento lo considero terreno di sperimentazione. Una sorta di laboratorio per impratichirsi e muoversi meglio in futuro».

 

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