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Gian Giacomo Ferraris (Roberto Cavalli): «Breakeven nel 2018»

Alla vigilia del debutto in passerella, il prossimo 22 settembre, del neo creative director Paul Surridge, Gian Giacomo Ferraris, ceo da luglio 2016 della Roberto Cavalli, fa il punto sul primo anno alla guida della fashion company: «Ci sono importanti segnali di turnaround - dichiara -. Il breakeven nell'ebitda l'anno prossimo».

 

In una lunga intervista a wwd.com, il manager - artefice del rilancio di Versace e cooptato per risollevare un marchio che nell'esercizio fiscale 2016 aveva visto una flessione dei ricavi del 13,6%, a 155,2 milioni, con un ebitda negativo per 26,1 milioni - parla dei primi risultati positivi ottenuti con la ristrutturazione dell'azienda, che ha un «enorme potenziale».

 

A dimostrarlo sono i numeri: «Al 30 giugno - informa - i ricavi diretti retail e wholesale sono cresciuti del 4,9%», con la previsione di migliorare ancora entro la fine dell'anno. «Il nostro primo obiettivo - dice - era stabilizzare le vendite».

 

Un'inversione di tendenza che dà ragione a Ferraris sulle strategie messe in atto per ridare slancio al brand, a partire dalla scelta di Paul Surridge (ex Z Zegna) al timone creativo al posto di Peter Dundas, e la decisione di internalizzare la produzione di menswear (prima affidato a Gibò), childrenswear (precedentemente in carico a Simonetta), innerwear e beachwear, in licenza a Isa Seta.

 

L'offerta è al centro di significativi aggiustamenti: «Negli ultimi anni - osserva il ceo - il marchio si era pericolosamente sbilanciato in direzione dell'abbigliamento da sera. Ora riporteremo la collezione in asse, includendo più daywear».

 

Un'altra, importante correzione strategica riguarda la mappa distributiva, che d'ora in poi contemplerà un mercato chiave come l'Asia, «negli ultimi anni dimenticata», spiega il top executive.

 

L'opening, lo scorso luglio, di una boutique a Pechino ha fatto da apripista alla nuova fase d'espansione, che tra i suoi key point prevede un'altra apertura nella capitale cinese a ottobre e l'approdo ad Harbin e Chengdu all'inizio del 2008, parallelamente allo sbarco a Macao.

 

Recentemente la Roberto Cavalli ha chiuso la sua boutique di Firenze in via Tornabuoni e il vicino Caffè Giacosa: «Ci sono troppi negozi in Italia - ha detto al sito americano Ferraris - e un euro speso a Pechino ha un ritorno completamente differente».

 

Nel nostro Paese restano attivi i monomarca di Milano e Roma, oltre ai negozi stagionali di Forte dei Marmi e Porto Cervo.

 

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