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Hamaki-Ho accelera all'estero e vara i primi test nel retail

Hamaki-Ho, premium brand che fa capo al Gruppo GGM Italia, spinge sull'internazionalizzazione, con nuovi mercati nel mirino, in primis Stati Uniti e Canada. Intanto debuttano i primi corner e temporary shop, in vista dell'avanzata nel retail.

 

Con un fatturato che nel 2015 ha toccato i 18 milioni di euro, in crescita del 15% sull'esercizio precedente, il marchio di menswear - nato nel 2009 e in Italia distribuito da 300 multimarca - procede con l'espansione oltreconfine, che finora lo ha portato in tutta Europa, Medio Oriente, Giappone e Far East, instaurando rapporti commerciali con circa 270 clienti internazionali, tra cui Vakko, Harvey Nichols, Wormland, E. Breuninger, Collective, Stockman.

 

Una corsa che ora proseguirà in nuovi mercati: «Ci stiamo focalizzando sui department store in Canada, siamo un procinto di siglare un accordo con un importatore negli Usa e puntiamo a stringere rapporti saldi con gruppi d'acquisto nel Far East», spiega un portavoce dell'azienda partenopea.

 

Strategia parallela all'espansione wholesale è quella retail: ne è un esempio l'ultimo deal stretto da Hamaki-Ho con Galeries Lafayette. Un test che proseguirà nel 2017 anche in ambito domestico con due temporary shop, previsti a Milano e Firenze, e che potrebbe aprire la strada a nuovi investimenti nel canale monomarca.

 

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