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Hunter lascia la London Fashion Week e scommette sullo sviluppo retail

Hunter cambia passo. Dopo aver partecipato per quattro stagioni alla London Fashion Week, lo storico brand britannicolascia la piattaforma inglese per investire in nuove strategie più consumer-oriented. E nello sviluppo del network retail.

 

«Negli ultimi due anni, da quando sono diventato direttore creativo - dichiara Alasdhir Willis - Hunter mi ha guidato in un viaggio attraverso 160 anni di tradizione (il marchio è nato nel 1856, ndr), per arrivare alle quattro sfilate alla London Fashion Week, che ne hanno definito il nuovo corso. Ora è il momento giusto per cambiare rotta. I prossimi due anni ci vedranno mettere al centro il nostro consumatore di riferimento».

 

Secondo il new deal, Hunter si focalizzerà su eventi in store e soprattutto rinsalderà il proprio legame con i festival musicali, con l'obiettivo di instaurare un filo diretto con i propri aficionados.

 

Le energie del brand - sinonimo di footwear, outerwear e accessori - saranno convogliate anche in ambito retail, con il potenziamento del network di monomarca: una strategia che supporterà la trasformazione di Hunter in un «lifestyle brand».

 

Dopo l'apertura del monomarca in Regent street, avvenuta l'anno scorso, nel 2016 sono in agenda tre opening: a Tokyo (previsto a marzo) e, a seguire, New York e Hong Kong.

 

Il brand inglese, con un fatturato 2014 pari a 95,7 milioni di sterline (+17% sull'anno precedente), è attualmente guidato ad interim dal direttore creativo Alasdhir Willis e dal cfo Benedict Smith, che hanno preso il posto del ceo James Seuss. Il manager ha lasciato i vertici di Hunter lo scorso novembre «per seguire altre opportunità professionali».

 

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