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Il Bisonte sbarca nel Quadrilatero e punta a un +25% nel 2017

Dopo essere stato acquisito nel 2015 da Palamon Capital Partners, Il Bisonte aggiunge un altro tassello alla sua road map e approda in via Santo Spirito con il primo monomarca milanese. Prossimi step, il consolidamento in Europa, con l'obiettivo di arrivare a quota 300 multibrand.

 

Lo store meneghino, come racconta Sofia Ciucchi (nella foto), chiamata a rivestire il ruolo di a.d. lo scorso gennaio, inaugura un concept inedito progettato da Tiziano Vudafieri e Claudio Saverino dello studio Vudafieri-Saverino Partners, dall'approccio più customer-centric, anche grazie a un'area dedicata al made to order, e si aggiunge a una rete di sei flagship store a gestione diretta (a Firenze, Roma, Parigi e Londra), 56 boutique monomarca e 100 vetrine wholesale.

 

Una tappa significativa per il marchio di pelletteria fondato negli anni Settanta da Wanny Di Filippo, che realizza l'80% del suo fatturato (21 milioni di euro nel 2016) oltreconfine, con una quota del 66% coperta dall'Asia, Giappone in primis: ora il focus, come informa la manager, è «mettere a segno un incremento del 25%, a fronte di un sostanziale mantenimento della redditività, al netto degli investimenti sulla crescita», puntando proprio sull'Europa, uno dei mercati più dinamici nel 2016, che attualmente incide sul turnover per il 29%.

 

Destinazione clou dei prossimi investimenti sarà, accanto agli Stati Uniti, proprio il Vecchio Continente, dove la distribuzione sarà rafforzata con una presenza più capillare nei multimarca, nei concept e department store, con l'obiettivo di toccare quota 300 clienti, ma anche con la relocation di alcuni store (tra cui Parigi) e l'opening in altre piazze strategiche per lo shopping.

 

Conosciuto nel mondo per le sue creazioni in pelle naturale a concia vegetale realizzate a Pontassieve (Firenze), e disegnate da un team interno con la consulenza della designer inglese Emma Hill, Il Bisonte ha recentemente aperto anche una showroom di 800 metri quadri nel capoluogo toscano.

 

Nel 2016 l'azienda, che conta 90 dipendenti, ha prodotto circa 600mila pezzi, di cui 400mila di piccola pelletteria, in versione femminile (60%) e maschile e unisex (40%). Tra i suoi materiali iconici ci sono la vacchetta e la tela Olona, per modelli timeless e no season.

 

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