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Imperial taglia il traguardo dei 200 milioni e fa rotta sull'Iran

L'azienda della fast fashion Imperial, a capo del brand omonimo e di Please, chiude il 2015 a quota 207 milioni di euro e progetta nuove tappe della sua espansione internazionale. Focus sul Medio Oriente e in particolare sul mercato iraniano.

 

I risultati positivi della realtà emiliana, che produce annualmente quasi 10 milioni di capi made in Italy e nel 2014 ha acquisito la maggioranza di Dixie, sono confermati anche dal valore dell'ebitda, che per l'esercizio 2015 è stato pari al 18,5%.

 

«Per il 2015 - spiega Adriano Aere, presidente di Imperial - la parola d’ordine è stata consolidare, in modo da gettare le basi per ulteriori sviluppi futuri. Nei primi nove mesi del 2016 abbiamo portato numerosi investimenti dentro e fuori l’azienda. Innanzitutto abbiamo continuato a credere nel progetto Creative Lab, realizzato con l’Università di Bologna a favore di giovani ricercatori, aprendo anche un’area dedicata al Centergross, dove fosse possibile portare avanti i progetti di ricerca».

 

Le strategie future si focalizzeranno sull'internazionalizzazione: un processo che dopo aver riguardato i maggiori Paesi Ue ed extra Ue con centri di distribuzione dedicati in Francia, Spagna, Portogallo, Canada, Germania, Olanda, Danimarca, Cipro e Hong Kong, punta a coinvolgere in futuro il Middle East e, in particolare, l'Iran.

 

«Stiamo valutando di entrare in questo mercato direttamente o attraverso partner locali - precisa Aere - perché siamo convinti che oltre al business, la popolazione sia in grado di apprezzare la qualità dei nostri prodotti, la ricerca e lo stile, grazie anche a una cultura millenaria che ci rende affini nella sensibilità verso gusto e bellezza».

 

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