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Paolo Roviera e il new deal di Corneliani: «Investiamo su persone e comunicazione»

«Corneliani è un'azienda sana, con fondamentali solidi. Ora si tratta di proiettarla nel futuro con processi e linguaggi nuovi»: il ceo Paolo Roviera, a circa sei mesi dall'acquisizione da parte degli arabi di Investcorp, parla della riorganizzazione della realtà mantovana. Che questa stagione alla sfilata ha preferito dei video d'autore sull'iPad.

 

La "nuova" Corneliani è sintetizzata lì, su quello schermo digitale dove scorrono quattro short movie di circa un minuto e mezzo, firmati da altrettanti registi emergenti (Vincent&Kristell, Elena Petitti di Roreto, Jack Stupid e Marta Vismara), chiamati a rappresentare a modo loro la versatilità del vestire Corneliani.

 

Il progetto, chiamato "Corneliani To You", aderisce alla rivoluzione copernicana che negli ultimi anni ha sovvertito l'interazione unidirezionale dell'industria verso i consumatori, diventati parte attiva di ogni relazione e transazione commerciale.

 

«Per dare un segnale incisivo - spiega Paolo Roviera - alla sfilata abbiamo preferito una logica più inclusiva, affidando la narrazione della collezione a quattro cortometraggi, caricati su un iPad e offerti a buyer e operatori del settore. Video visibili online e prossimamente proiettati nei negozi».

 

Un approccio smart che dà l'idea delle strategie future elaborate dal nuovo ceo e da Stefano Gaudioso Tramonte, nominato general merchandising manager e style director: «Questa realtà ha valori e risorse forti, che devono essere preservati ma anche adeguati ai nuovi contesti, digitali in primis - evidenzia Roviera -. Investiremo di più sulle persone e sulla comunicazione, con l'obiettivo di una crescita sostenibile nel medio periodo».

 

Il 2017, come spiega il ceo, sarà un anno di transizione, «in cui puntiamo a trasformare l'azienda pur mantenendo la redditività, prevedendo degli incrementi più significativi nel 2018 e 2019 e negli anni successivi».

 

Archiviato il 2016 a quota 110 milioni di euro di fatturato, le previsioni per il 2017 parlano di un +4%, «senza spingere troppo sul retail», come puntualizza il manager.

 

«Per quest'anno abbiamo in programma due aperture in Europa - aggiunge - ma il discorso monomarca sarà ripreso a partire dal 2018. Nel frattempo lavoreremo piuttosto sull'ottimizzazione della customer experience, in modo che sia omogenea in tutta la rete di negozi diretti e in franchising (rispettivamente 15 e circa 80, ndr)».

 

Solo successivamente il focus sarà spostato anche sull'online, con il varo - entro il 2018 - del primo e-store del brand, «in modo che l'e-commerce possa offrire la stessa esperienza d'acquisto del retail fisico».

 

Parallelamente verrà portato avanti uno snellimento del network wholesale, composto da circa 680 clienti a livello internazionale, e saranno rafforzati i mercati più importanti: Europa, Est Europa e Middle East. «In particolare - precisa il ceo - ridisegneremo la mappa dei negozi in Russia (attualmente 16 in franchising, ndr), grazie a un nuovo partner e a un upgrading della comunicazione».

 

Asia e Usa rappresentano le grandi sfide degli anni futuri: «In Cina - spiega Paolo Roviera - siamo presenti già con una trentina di punti vendita, ma dovremo lavorare sulla qualità, mentre in America, dove abbiamo una filiale e presidiamo i principali department store, vogliamo aumentare la penetrazione e cominciare a pensare anche in un'ottica retail».

 

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