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Roland Herlory (Vilebrequin): «In Italia abbiamo ampi margini di crescita»

Per Vilebrequin, marchio francese di beachwear haut de gamme, il nostro Paese continua a essere uno dei mercati più importanti su cui investire. «Quest'anno abbiamo aperto e rinnovato molti negozi - dice il ceo Roland Herlory - e anche per il futuro abbiamo in serbo molti progetti».

 

«L'Italia - spiega il manager a fashionmagazine.it - non rappresenta solo uno dei primi mercati, insieme alla Francia, dove abbiamo messo radici, ma anche la terza nazione in termini di ricavi. Il brand è conosciuto e amato dai consumatori italiani e il flusso turistico che si registra durante la stagione estiva nella vostra Penisola ha sempre un impatto positivo sulle vendite».

 

Il pubblico, come ribadisce il ceo, mostra di apprezzare le proposte Vilebrequin e di capire perfettamente lo spirito del marchio: «Abbiamo recentemente ampliato il nostro range di ready-to-wear - osserva - e la clientela italiana è stata una di quelle più responsive».

 

Un dialogo proficuo, quello instaurato con l'Italia, che Vilebrequin intende rafforzare anche in futuro, sulla scorta di «una crescita double digit delle vendite nel 2017»: «Quest'anno - racconta Herlory - abbiamo rinnovato il nostro store di via Condotti a Roma, inaugurato altre due boutique a Forte dei Marmi, di cui una interamente dedicata alla donna, e tagliato il nastro di un outlet a Serravalle. E ora ci accingiamo a dare il via ad altre iniziative».

 

Gli investimenti continueranno infatti con «il restyling di punti vendita storici e con altri opening, specialmente a Venezia e in Sicilia - anticipa il ceo - e nel Sud Italia in generale. Ci sono ancora ampi margini di crescita».

 

Accanto ai monomarca, ci sono altri due argomenti che stanno a cuore a Herlory: il travel retail e l'e-commerce. «Per la nostra espansione - spiega - pensiamo anche allo sviluppo di negozi negli aeroporti, come quelli attivi a Fiumicino e a Malpensa, ma anche a corner nei luxury hotel e nei top multibrand o department store». Senza dimenticare il côté online.

 

«L'Italia è uno dei primi Paesi dove è stato lanciato il nostro e-shop, nel 2014 - informa - e rappresenta il 10% del traffico globale, con la maggior parte dei clienti basata a Milano e Roma».

 

«Ora - conclude - la nuova scommessa si chiama omnicanalità, con l'obiettivo di fondere esperienza fisica e online».

 

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