strategie

Seventy corre a due cifre e mette il turbo negli Stati Uniti

Seventy raccoglie i primi risultati degli investimenti fatti oltrefrontiera e si prepara a chiudere il 2017 a 48 milioni di euro, con la previsione di raggiungere i 55 milioni nel 2018 (+15%). Exploit degli Stati Uniti, dove il brand uomo e donna con la prima stagione ha conquistato una cinquantina di clienti wholesale.

 

La parte del leone, accanto alla main collection, è spettata alla nuova capsule donna Ten (circa 60-70 capi, dieci per ogni categoria merceologica), che ha fatto lievitare le vendite del 14% rispetto alla scorsa stagione calda.

 

«A trainare i ricavi - racconta a fashionmagazine.it il direttore creativo Francesca Tegon, figlia del fondatore Sergio Tegon - è stato l'estero, in primis la Russia e la Germania, ma anche gli Usa, new entry dalla primavera-estate 2018. Abbiamo trovato subito il partner giusto, che ci ha permesso di entrare nelle vetrine più consone al nostro prodotto».

 

Buone performance sono state registrate anche nel Centro e Nord Europa, in Giappone e in Italia, primo mercato per Seventy, che nel 2017 chiuderà con un +10%: «Attualmente - precisa Tegon - il nostro Paese incide per il 65% sul fatturato, ma l'obiettivo è aumentare la quota export al 50% entro il prossimo triennio».

 

Nel mercato domestico non mancheranno comunque gli investimenti: con monomarca a Milano, Genova, Bologna, Piacenza e Palermo (che si aggiungono ad altri due in Croazia), l'azienda di Scorzé (Venezia) punta ad ampliare il network retail con altri opening: «Ci autofinanziamo - precisa il direttore creativo - e dunque procediamo con passi ponderati. L'intenzione è però aprire in altre città strategiche della Penisola, con un buon flusso turistico, come Roma, Verona, Firenze, Torino e Forte dei Marmi».

 

Senza dimenticare il business online: «Siamo attivi con il nostro sito di e-commerce da circa due anni - racconta Francesca Tegon -. È gestito tutto internamente e attualmente genera il 2% del fatturato, ma l'obiettivo è portare questa percentuale al 5%».

 

stats