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Sir Paul Smith torna al timone creativo dopo «un anno di transizione»

I profitti sono diminuiti a 2,9 milioni di sterline dagli 11 milioni dell'anno precedente, mentre il turnover è cresciuto dai 178,6 milioni a 184,8 milioni (+3,4%): Paul Smith archivia un esercizio fiscale (chiuso il 30 giugno 2017) definito «di transizione». Il 2018 si apre con una struttura più snella, nuovi investimenti nel retail e il ritorno in sella del designer.

 

Lo stilista britannico, che ha fondato la società con base a Nottingham nel 1970, si lascia alle spalle un periodo di ristrutturazione, durante il quale ha anche chiuso il suo ufficio stampa a New York (che operava da oltre due decenni), semplificato l'offerta, concentrandola nelle due etichette Paul Smith e P.S. Paul Smith, e optato per una sfilata co-ed, spostandosi su Parigi e abbandonando la piazza londinese.

 

«Sapevamo che per andare avanti dovevamo fare un passo indietro e lo abbiamo fatto», ha spiegato a wwd.com il designer, che si è detto ottimista sull'esercizio in corso, grazie a ordini in aumento del 7% per la primavera-estate 2018 e vendite delle fall pre-collection a +30%, con in pole position mercati come Regno Unito, Europa e Stati Uniti.

 

Un nuovo corso che ha riportato in sella Sir Paul Smith, dopo la decisione (circa due anni fa) di nominare Simon Homes come primo direttore creativo della griffe: «Pensavo - confida al giornale americano - di poter portare avanti le cose in maniera diversa, ma alla fine ho capito che era meglio io facessi quello che ho sempre fatto. Adesso sono di nuovo coinvolto in ogni aspetto del design. The boss is back».

 

Nel momento in cui la società si sta riorganizzando per tornare a crescere, Paul Smith parla anche di nuovi progetti retail: dopo aver inaugurato, nel 2017, a Parigi, Birmingham e Manchester, altre vetrine verranno aperte a Berlino (in marzo) e a Londra, in zona King's Cross Station, il prossimo ottobre.

 

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