strategie

Tollegno Holding corre a doppia cifra, tra heritage e digital

In occasione del 20esimo anniversario del nuovo lanificio Tollegno 1900, passato da 14mila agli attuali 30mila metri quadri, Tollegno Holding apre una nuova fase di sviluppo. Innovazione, sostenibilità e digitalizzazione le leve per crescere: «Nel 2017 - dice l'a.d. e presidente Lincoln Germanetti (nella foto) - prevediamo un incremento superiore al 10%».

 

«La nostra realtà è uno dei pochi esempi del comparto a filiera integrata in Italia, titolare di una divisione filati (con lo storico brand di filati per aguglieria Lana Gatto, ndr), una di tessuti e una dedicata al capi finiti, con i marchi Ragno, Julipet e Riabella», puntualizza l'imprenditore, alla guida di un'azienda con una forte vocazione all'export (70%), mille dipendenti diretti in tutto il mondo e sedi commerciali a New York, Hong Kong e Osaka.

 

La holding ha chiuso il 2016 con un fatturato pari a 156 milioni di euro, due terzi realizzati dal côté filati e tessuti e un terzo dalla Manifattura di Valduggia (società che gestisce il prodotto finito) e si appresta a chiudere l'anno in corso con un incremento double digit, grazie a forti investimenti in prodotto, innovazione, sostenibilità.

 

Come racconta l'imprenditore, negli ultimi tre anni sono stati sostituiti tutti i telai della sala tessitura, nel reparto finissaggio è stato avviato un nuovo impianto di lavaggio delle pezze, è in fase di installazione una innovativa "rameuse" (macchina per l'asciugatura) e sono stati acquistati nuovi macchinari per la garzatura e la cimatura dei tessuti e uno di tintoria.

 

Il risultato è una produzione annuale di filati di oltre 4mila tonnellate e una di tessuti in lana e altre fibre pregiate che supera i 4,5 milioni di metri l'anno.

 

«In questo momento la lana è una fibra in forte espansione - spiega Lincoln Germanetti - tanto che il costo della materia prima ha subito forti rincari. La nostra proviene da tutto il mondo, in primis da Australia, Tasmania, Nuova Zelanda e Sud America, grazie ad accordi in esclusiva con gli allevatori».

 

Gli investimenti in innovazione, pari a circa il 7% del fatturato, con l'utilizzo delle tecnologie più avanzate, non tolgono spazio all'impegno per l'ambiente e il territorio circostante: ogni giorno vengono depurati circa 2.500 metri cubi di acqua, che vengono restituiti al torrente Cervo in classe A e a fine anno verrà installato un nuovo impianto, che tramite filtrazione e osmotizzazione permetterà di recuperare fino a 1.200 metri cubi al giorno di acqua depurata, per essere riutilizzata negli impianti produttivi di tintoria e finissagggio, evitando così il consumo di acqua prelevata a oggi da pozzi o da acque superficiali.

 

Non solo. La superficie dei tetti della nuova zona realizzata nel 1997 è quasi interamente coperta da pannelli solari fotovoltaici, capaci di coprire tutte le necessità del lanificio.

 

Parallelamente, l'azienda è impegnata in un lavoro di conservazione e valorizzazione del suo heritage, attraverso un processo di progressiva digitalizzazione, che ha finora riguardato metà degli archivi.

 

«Nel corso del 2017 - spiega Germanetti - è stato digitalizzato oltre un chilometro di archivio, ossia migliaia di documenti, 800 libri campionari e schede tecniche e oltre 10mila tirelle di laneria e drapperia».

 

«L'intenzione - conclude - è di rendere un giorno questo grande patrimonio accessibile a tutti».

 

stats