Strategie

Fila cavalca il ritrovato successo: a settembre sfilata e mostra a Milano

Ha cavalcato con successo il trend dell'athleisure, balzato in primo piano nelle ultime stagioni, tornando protagonista sul palcoscenico internazionale della moda. Ora per Fila è il momento di consacrare questa affermazione, con una sfilata e una mostra alla Triennale, in programma alla fashion week di Milano di settembre. «È l'inizio di una nuova era per il marchio», commenta il global chairman Gene Yoon.

Griffe come Jason Wu, Anna Sui, Gosha Rubchinskiy e Fendi hanno già intuito il potenziale fashion della label, stringendo alleanze per la realizzazione di co-lab. E ora è il momento di raccogliere i frutti di questa notorietà, con il doppio evento in programma a Milano a settembre: «Non un appuntamento one shot, perché il nostro heritage è talmente ricco di ispirazioni, che un solo happening non può bastare», è il commento di Gene Yoon.

È Gene Yoon l'artefice del ritorno in auge della label, nata nel 1911 nel biellese e divenuta sinonimo di sportswear a partire dagli anni Settanta, grazie al soldalizio con campioni dello sport come Adriano Panatta, Björn Borg e Alberto Tomba, per citarne alcuni.

È stato lui nel 2007 ad acquisire il controllo del marchio, dopo vari step che hanno visto Fila passare di mano in mano.  Nel 1984 la Snia, presieduta da Cesare Romiti, aquisisce l'80% delle azioni dell'azienda. Nel 1988 la Gemina rileva la quota di Fila posseduta dalla Snia. Nel 1997 Gemina crea Hdp per le sue partecipazioni industriali, tra cui il comparto tessile in cui c'è anche Fila.

Nel 2003, quando la label era sull'orlo del fallimento, su impulso del presidente di Hdp Maurizio Romiti, figlio di Cesare Romiti, Fila passa sotto il controllo di Cerberus, attraverso la controllata Sports Brands International.

Nel 2005 Gene Yoon, ceo di Fila Korea già dal 1991, acquisisce il controllo della filiale coreana e nel 2007 completa il controllo dell'azienda, con l'acquisto anche di Fila Luxembourg, proprietaria del marchio e di tutte le imprese legate alla casa madre.

Oggi, dieci anni dopo questa operazione, Fila ha chiuso i conti con le difficoltà del passato ed è una realtà da 2,3 miliardi di dollari di fatturato (con la prospettiva di chiudere l'anno con un balzo double digit) e 200 milioni di profitto operativo. Una realtà quotata alla Borsa di Seoul che ha di recente conseguito l'all time high stock performance dal momento dell'Ipo, nel 2010.

In vista dell'appuntamento milanese, Fila ha chiamato al timone creativo Antonino Ingrasciotta e Joseph Graesel, a cui ha affidato il compito di disegnare la collezione: «Il loro background amalgama alla perfezione sport e moda - chiarisce Gene Yoon -. Esplorando gli archivi dell'azienda sono stati capaci di mettere insieme una proposta in grado di portare il marchio a un livello superiore. Ora il passato di Fila si intreccia con il suo futuro».

«Le case di moda più importanti hanno sposato lo sportswear e questo è diventato più di un semplice trend, perché lo sportswear è un aspetto fondamentale del dna della moda - conclude Yoon -. La nostra storia ricca di sponsorizzazioni di campioni, vittorie, stili vincenti e momenti da ricordare, rappresenta l'estratto dello sportswear».

c.me.
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