Strategie

Il rilancio di Vdp-Via delle Perle: con Paci torna a battere il cuore del brand

Torna alla ribalta Vdp-Via delle Perle, marchio di riferimento del ready-to-wear italiano, rilevato lo scorso marzo da Fabrizio Lenzi, fondatore e ceo dell'azienda padovana Paci (marchi NewYorkIndustrie e Gold Case). Un corretto bilanciamento tra heritage e modernità, una nuova azienda a Carpi e il coinvolgimento del dream team storico del marchio: si parte da qui per riconquistare il successo.

 

Nata a Carpi nel 1985, Vdp è partita come collezione di intimo donna per divenire un total look dall'impronta femminile, che ha raggiunto l'apice del successo negli anni tra il 2000 e il 2014, toccando i 40 milioni di euro di fatturato. Poi il declino, in seguito all'acquisizione del fondo Argos Soditic, che in pochi anni ha portato il marchio al concordato in continuità e all'asta, che ha visto prevalere l'offerta di Lenzi.

 

«C'erano altre cinque o sei aziende di spicco a concorrere - spiega Lenzi -. E non è un caso, visto che Vdp è un unicum sul mercato, un marchio con contenuti introvabili, diverso dal nostro prodotto più improntato al minimal, che seguivo con attenzione da anni e di cui mi hanno sempre sorpreso i numeri e l'affezione da parte della clientela».

 

Punto di partenza, per Lenzi, sono state le persone, per riannodare i fili di un discorso interrotto: «Ho riportato in casa il team che ha reso possibile l'affermazione del marchio, ossia la senior designer Lorenza Mailli, la fondatrice Nuziella Saltini, i responsabili del commerciale, del prodotto e dell'estero».

 

In sintonia con il presupposto di ricostruire anche il lavoro sull'assetto aziendale: «Ho aperto un'azienda a Carpi, dove il brand è nato, che accoglie il centro stile e i reparti di modelleria e prototipia dedicati esclusivamente a Vdp, mentre le altre funzioni sono gestite dagli headquarters del gruppo, a Padova».

 

In pochi mesi Lenzi è riuscito a dare forma alla collezione («una delle migliori di sempre, a detta dei clienti»), lavorando sui contenuti e sull'immagine: «La sfida è stata rimanere fedeli al dna, evolvendo in un'ottica attuale, anche grazie all'expertise della mia azienda, focalizzata sul capospalla e su un concetto di moda che declina il maschile al femminile».

 

È nata una proposta con un gusto nuovo, in cui la femminilità si reinventa con un mood athleisure, divisa tra una parte più informale e una Collection per le occasioni particolari. Con il plus di tempistiche di delivery molto anticipate: «Riusciremo a consegnarla per il 95% entro luglio, mentre un tempo i mesi di riferimento erano ottobre e novembre.

 

L'asso nella manica? «La nostra è un'azienda flessibile, con una vocazione industriale, più che commerciale: un punto di forza in un momento come questo, in cui fare qualità con produzioni micro-polverizzate diventa un problema», racconta Lenzi, che in questa operazione ci ha messo la faccia e anche tanti soldi, con investimenti per circa il 30% del giro di affari di Paci (15 milioni di euro).

 

85 dipendenti, Paci gestisce fin dagli esordi, negli anni Ottanta, l'intero iter produttivo al suo interno, aspetto che le consente di ideare, produrre e consegnare oltre 1.200 modelli diversi l'anno. Un valore aggiunto che nel caso di Vdp ha permesso il controllo diretto della filiera, prima mancante, riuscendo a garantire la rapidità delle consegne e in parallelo a innalzare la qualità dei capi, fermi restando i listini.

 

Un lasciapassare e una garanzia con cui Lenzi punta a ripristinare la rete vendita storica di Vdp, tra Italia, mercati dell'ex Unione Sovietica, Francia, Far East e Middle East: «È il network storico della label - spiega -. Stanno tornando anche quelli che non lavoravano più con il fondo. Un fenomeno che riscontriamo anche in Russia, mercato chiave che in passato valeva il 50% del giro di affari, tanto che riapriremo il punto vendita di Kiev».

 

Il cammino è appena iniziato, ma già si può parlare di numeri: «Partiamo dall'auspicio di un primo fatturato di circa 5 milioni con la primavera-estate 2019, per chiudere il 2019 a 12,5 milioni di euro solo per Vdp - spiega Lenzi -. Una cifra che porterà Paci a toccare quota 25 milioni di euro».

 

Fondata nel 1983, Paci si è identificata per lungo tempo con il marchio femminile che riprende il nome del fondatore, Fabrizio Lenzi, dismesso da un paio di anni, dopo che nel 2011 Lenzi ha acquisito NewYorkIndustrie, label a cui si è per tanti anni ispirato. Nel 2014 è arrivata Gold Case, etichetta nata nel 2007 dallo stile urban-chic.

c.me.
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