strategie retail

Versace: opening a Chicago, restyling a New York e Milano. E in vista c'è Melbourne

Commentando i dati di bilancio 2015 di Versace, pubblicati nei giorni scorsi e contraddistinti da ricavi per 645 milioni di euro (+17,5%) e da un ebitda salito a quota 81 milioni (+19,9%), l'a.d. Gian Giacomo Ferraris si sofferma sulle strategie retail. In vista aperture e restyling di negozi ad ampio raggio (dall'Australia a Hong Kong), mentre è recente l'opening di Chicago.

 

Intervistato da Il Sole 24 Ore, il manager sottolinea come ci siano «grandi potenzialità nel retail (le cui vendite sono aumentate l'anno scorso del 28,9%, superando i 400 milioni di euro, contro i quasi 195 milioni del wholesale, ndr). Abbiamo 115 negozi dedicati alla prima linea e siamo quindi lontani dai 400-500 monomarca di alcuni competitor».

 

In cantiere, nel contesto di investimenti nel retail intorno ai 50 milioni di euro, ci sono vetrine a Hong Kong («Perché pensiamo che la crisi locale sia passeggera») e a Melbourne, con il terzo store in Australia («Un Paese molto promettente»), oltre ai restyling dei flagship di New York, sulla Quinta Strada, e di via Montenapoleone a Milano.

 

È di ieri, 29 marzo, la notizia dell'avvio di un punto vendita di 460 metri quadri a Chicago, che segue quelle di Berlino e Madrid. «Un omaggio al grande patrimonio dell'Italia - sottolinea Donatella Versace, che ha ideato il concept insieme all'architetto Jamie Fobert -. Per me la boutique è come un dialogo ininterrotto tra il nostro passato e il futuro, tra me e Jamie Fobert e, ovviamente, tra Versace e i clienti».

 

Sempre più incisivo il ruolo dell'e-commerce, gestito internamente, che l'anno scorso ha fatto un balzo in avanti del 31,2%. Un mezzo di comunicazione oltre che di business, che contribuisce alla consapevolezza sul brand in tutti i mercati, dove la crescita della casa di moda non si arresta: l'Europa mette a segno un +33%, la Cina un +36,6%, il Nord America un +27%.

 

Ferraris è, o meglio sarebbe, ottimista: conta infatti di archiviare anche il 2016 con un incremento a doppia cifra del giro d'affari, con il traguardo del miliardo di euro ormai a un passo. Ma resta l'incognita dei «fattori esterni e incontrollabili».

 

Per l'Ipo, invece, bisognerà aspettare, «perché le condizioni di mercato non sono favorevoli. Confermo comunque che la Borsa è un obiettivo a medio termine» (nella foto, il nuovo monomarca di Chicago).

 

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