SUPERATI I RICAVI DEL 2019

Valentino: dicembre 2021 mese più forte di sempre, retail e full price pilastri strategici

Trainato da un quarto trimestre in aumento dell’11% a cambi costanti sullo stesso periodo del 2019, Valentino archivia il fiscal year 2021 con ricavi pari a 1,23 miliardi di euro, +41% a cambi costanti sul 2020 (che si era chiuso a quota 882 milioni) e +3% sul 2019. Non essendo ancora stato approvato il bilancio, non si conoscono i dati sull'ebit e l'utile netto: la società comunica che sono in crescita e ciò significa, nel caso dell'utile, un ritorno al profitto dopo il rosso di 90 milioni registrato nel 2020.

Lo scorso anno è stato cruciale per la griffe, che sotto la guida del ceo Jacopo Venturini si è focalizzata sul suo dna di maison de couture italiana. Intervistato da Maria Silvia Sacchi su l'Economia del Corriere della Sera, Venturini definisce questa una «scelta di autenticità» in cui rientra lo stop alla linea RedValentino, che avverrà con la FW 2023/2024. 

Un’altra mossa è stata rafforzare il retail, le cui vendite nel Q4 sono progredite del  29%, trainate dal segmento full price che, come spiega un comunicato, ha più che compensato la contrazione del markdown, coerentemente con la strategia di riposizionamento intrapresa.

La nota puntualizza che dicembre è stato il mese più performante nella storia del marchio, grazie soprattutto ai risultati delle linee Act, Les Progres e della capsule Party Collection. Una leva fondamentale è stato il servizio di concierge personalizzato, che garantisce ai clienti un approccio one to one anche nel digitale, canale progredito a doppia cifra rispetto al 2020 e a tripla cifra se confrontato con il 2019.

Nel 2021 l'online ha avuto una penetrazione del 16% sul retail, contro il 15% del 2020 e il 5% di due anni fa. 16% che coinvolge brick&mortar + e-commerce. Nell'intervista al Corriere della Sera Venturini parla dell'internalizzazione dell'e-commerce, partita il 15 febbraio in Giappone e che proseguirà a maggio negli Usa, completandosi entro fine anno (probabilmente in settembre) in Europa e resto del mondo.

A livello merceologico il 66% dei ricavi viene realizzato attraverso gli accessori, un settore determinante, contro il 32% del ready-to-wear, mentre le altre categorie di prodotti non vanno oltre il 2%. Il business legato a beauty e fragranze, in licenza a L’Oréal, ha messo a segno un +97% sul 2020, raddoppiando le proiezioni dell’intero anno. Tra i mercati la pole position spetta a Europa, Nord America e Medio Oriente.

Tornando a parlare di retail, Venturini - diventato amministratore delegato nel giugno 2020 - ne ha potenziato il ruolo, facendolo salire del 2% e portandolo al 57% del totale, con l'intento di raggiungere il 70% in tre-cinque anni.

Al quotidiano milanese il ceo rivela di voler avviare 21 punti vendita quest'anno, dopo i 15 del 2021: quattro saranno in Cina e altri arriveranno negli States e oltre. In cantiere anche un nuovo concept dei monomarca, progettato internamente partendo dalla visione del direttore creativo Pierpaolo Piccioli e dall'idea che questi spazi sono la "casa" dei clienti. «Quello a cui stiamo lavorando - spiega Venturini - è anche la formazione delle persone nei negozi». 

Per contro, il wholesale scende dal 44% al 41%, puntando sulla massima selezione dei partner commerciali, con i quali saranno avviati progetti ad hoc.

Alla voce sostenibilità, continua l'impegno nella green transition, come evidenziato dal recente lancio della sneaker vegana Valentino Garavani Open For Change e dall’introduzione di un nuovo brand identity packaging fatto con legname sostenibile. Va anche ricordato che il brand ha deciso di chiudere la produzione di pellicce. «L’integrazione e lo sviluppo della sostenibilità - ribadisce il comunicato - sono sentiti da Valentino come un pillar strategici».

Nella foto, la Valentino Pink PP Collection, presentata alla fashion week parigina

a.b.
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