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Braccialini: la "vecchia" società fallisce, ma con Graziella il marchio rilancia

Il Tribunale di Firenze ha dichiarato il fallimento della Braccialini SpA, revocando l'ammissione al concordato preventivo - richiesta nel giugno 2016 - e respingendo la domanda di omologa. Una decisione che non pregiudica la sopravvivenza del marchio, acquisito l'anno scorso da Graziella Group come ramo d'azienda insieme a produzione, maestranze storiche e commercializzazione dei prodotti in pelle.

 

Il fallimento comporta lo scioglimento dell'attuale cda e l'affidamento a un curatore di asset come gli immobili, una parte del magazzino in comune con Graziella Group e alcuni brand.

 

«C'era l'impossibilità tecnica di una gestione che, pur sgravata da oneri finanziari, dall'ansia delle azioni esecutive e supportata dalla collettività tramite ricorso massiccio alla cassa integrazione, era ormai decotta» precisano dal Tribunale di Firenze.

 

Sul fatto che l'ammissione al concordato sia stata respinta è probabile che abbia inciso l'emissione nel 2016 di fatture a quattro società di fornitori, tutti creditori cinesi, in base ad accordi che i giudici hanno ritenuto «legalmente sconvenienti», in quanto avrebbero presentato irregolarità, anche se gli avvocati di Braccialini rivendicano la trasparenza e correttezza del cda.

 

In generale, alla base della decisione di rigettare il concordato ci sono «plurime incertezze, per cui non può ritenersi "assicurato" il pagamento del 20% minimo ai creditori".

 

In atto è anche un'inchiesta della Procura di Firenze per bancarotta, con più di 25 indagati tra membri del cda e sindaci revisori, in carica nel periodo del picco della crisi, tra il 2011 e il 2014.

 

Ma il brand Braccialini non si ferma e, con la gestione di Graziella Group, guarda avanti, puntando su una maggiore internazionalizzazione e su un incremento del fatturato, che si aggira sui 9 milioni di euro, con prospettive di crescita a doppia cifra per il 2018.

 

«Braccialini - ha dichiarato il presidente di Graziella Group, Gianni Gori - ha scritto la storia della pelletteria italiana e il nostro impegno è orientato a portare avanti questa storia imprenditoriale, per tornare ai fasti del passato. Il marchio si presenta oggi rafforzato e orientato al futuro».

 

Graziella Group è stato fondato nel 1958 da Graziella Buoncompagni, attuale presidente onorario, il cui punto di partenza è stato un piccolo laboratorio di gioielleria ad Arezzo.

 

La crescita esponenziale dell'azienda è legata a Gianni Gori, figlio di Graziella, mentre la sorella Mariarosa ha assunto il ruolo di vicepresidente.

 

Dal 2014 anche la terza generazione della famiglia fondatrice è coinvolta nel business, che nel frattempo si amplia con l'introduzione degli orologi e degli articoli di pelletteria.

 

Nel febbraio 2017 Graziella Group vince l'asta indetta dalla sezione fallimentare del Tribunale di Firenze per il passaggio di proprietà di Braccialini, presentando un'offerta di 6 milioni di euro - più due nella società e linee di credito per 6-7 milioni - e non dovendo fronteggiare alcun concorrente, visto che gli altri pretendenti non hanno fornito una documentazione adeguata per competere.

 

Al gruppo creato da Graziella Buoncompagni va dunque il controllo del ramo di azienda (cui fanno capo le label Braccialini e Tua), con la reintegrazione degli 84 lavoratori rimasti (su 122 iniziali) e la gestione dei monomarca di Milano, Firenze, Roma e Parigi (nella foto, il modello Jennifer di Braccialini per l'autunno-inverno 2018/2019).

 

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