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Mcs, Marina Yachting, Henry Cotton's: depositato piano di rilancio

È stato depositato al Tribunale di Venezia un progetto per il rilancio dei marchi Henry Cotton's, Marina Yachting e Mcs (ex Marlboro Classics), promosso da Alessandro Crosato e da altri manager interni dell'ex Gruppo Emerisque, che aveva acquisito i brand nel 2013 e ne aveva dichiarato il fallimento nell'ottobre 2017. L'idea è di dare vita al «primo polo sportswear etico-sostenibile, collocato tra Mestre e Treviso».

 

Questa la dichiarazione di intenti riportata in un comunicato, che cita anche la label Coast Weber Ahaus (a sua volta proveniente da Emerisque e congelata dal 2016) come parte dell'iniziativa, in cui sono coinvolti oltre ad Alessandro Crosato anche Giovanni Girotto, per molti anni imprenditore del tessile, Adriano Pelis Sansedoni, avvocato specializzato in finanza estera e ristrutturazioni societarie, e un pool di investitori.

 

«Stiamo facendo tutto il possibile per trovare una soluzione di continuità all'azienda attuale e dare vita, entro pochi mesi, a un progetto innovativo sia per il territorio italiano che per i marchi stessi» dice Crosato, trevigiano doc e con alle spalle un intenso curriculum nella moda.

 

Ha infatti lavorato per Ermanno Scervino e successivamente per Benetton (dove è rimasto nove anni, con il ruolo di senior designer), Baci & Abbracci, Sergio Tacchini e, dal 2013, Emerisque, come design director di Mcs.

 

Nella svolta di questo e degli altri marchi Alessandro Crosato continuerebbe a occuparsi anche del côté creativo. Detto per inciso, insieme alla moglie Silvia Müller è artefice di Slow+Fashion+Design, piattaforma all'insegna dell'etica e della responsabilità nel campo della moda, dell'arredo, dell'architettura e del lifestyle.

 

«Purtroppo - prosegue - la situazione è complicata, perché la comunicazione con Emerisque è molto complessa. La nostra proposta nasce dalla consapevolezza del potenziale di questa azienda nonostante gli errori commessi in passato, che hanno portato a questa grave crisi».

 

Come ricorda Crosato, per anni Mcs, ex Gruppo Valentino di Valdagno, e Marina Yachting con Henry Cotton's (che prima dell'era Emerisque erano in capo a Isc-Industries Sportswear Company, ai tempi legata a Moncler) «sono stati tra le realtà più brillanti dell'affordable luxury, capaci di fatturare rispettivamente 110 e 135 milioni di euro nel 2013».

 

Quattro anni dopo, nell'ottobre 2017, la doccia gelata del fallimento, con l'avvio della liquidazione con esercizio provvisorio. Oggi l'azienda sta continuando a lavorare attraverso i suoi negozi di proprietà.

 

Gli artefici del rilancio hanno un obiettivo ambizioso, diventare il riferimento italiano per l'abbigliamento (in particolare lo sportswear, ndr), facendo leva su strategie all'avanguardia e innovative, «in una prospettiva di economia industriale più sostenibile ed etica in Italia e nel Veneto».

 

Il loro piano è suddiviso in due parti: una operativa, per garantire la continuità, e l'altra strategica, per tornare sotto i riflettori del fashion da protagonisti.

 

Si punta al reintegro della maggior parte del personale interno - attualmente in cassa integrazione o sospeso, in attesa di un futuro ancora incerto -, con una garanzia di continuità maggiore per quanto riguarda i dipendenti dei negozi, l'unica parte funzionante dell'azienda. In tutto si parla di 100 persone nella sede interna e 200 nei punti vendita, senza considerare l'indotto.

 

Fondamentale nel new deal il rapporto con il territorio, accorciando la filiera produttiva e realizzando lotti di micro produzioni sul territorio nazionale, in modo da identificare le collezioni con un made in Italy di qualità (nella foto, la sede di Mestre dei brand Mcs, Henry Cotton's e Marina Yachting).

 

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