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Calvin Klein cancella la prima linea e gli esuberi a Milano salgono a 100

All'uscita di Raf Simons si era parlato da subito di un reboot della linea 205W39NYC, ovvero la collezione protagonista delle ultime sfilate del brand. Ora invece i vertici del marchio Usa hanno deciso di cancellare completamente la prima linea di ready-to-wear.

 

Una scelta che ha un forte impatto sulla forza lavoro dell'azienda: a New York sono stati annunciati 50 licenziamenti, così come a Milano, dove era già in corso da qualche settimana una procedura di licenziamento collettivo per un'altra cinquantina di dipendenti.

 

La ristrutturazione del marchio, secondo la compagnia a stelle e strisce, passa quindi per la chiusura del quartier generale di viale Umbria: nelle ultime ore, infatti, il licenziamento collettivo che doveva riguardare circa la metà del personale è stato esteso a tutto l'organico. In più, da qualche giorno, si registra l'uscita dei primi top executive.

 

Ancora l'azienda non ha comunicato come intenda gestire la situazione, ma in un comunicato ha assicurato di voler «ridurre al minimo l'impatto sociale della procedura».

 

Anche in America la decisione di azzerare la collezione premium, protagonista da anni alle fashion week di New York e Milano, ha portato le sue vittime. Oltre ai 50 dipendenti anche Michelle Kessler-Sanders, presidente di Calvin Klein 205W39NYC, lascerà l'azienda, ma resterà in carica fino a giugno per gestire la fase di chiusura del business.

 

Per il momento non esistono counicazione ufficiali sul destino dello showroom di 205W39NYC che Raf Simons aveva voluto aprire a Parigi in rue de Granelle, ma lo smantellamento appare inevitabile.

 

La 205W39NYC è la prima linea di ready-to-wear. Prima dell'arrivo di Raf Simons la collezione si chiamava Calvin Klein Collection ed era disegnata da Francisco Costa (donna) e Italo Zucchelli (uomo). Un progetto made in Italy sin dagli anni Novanta, quando a occuparsi della produzione era il gruppo Mariella Burani.

an.bi.
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