Tempo di defezioni nella strada dello shopping

Tommy Hilfiger chiude sulla Fifth Avenue: «Puntiamo su nuove retail experiences»

Con l'obiettivo di stare al passo con le evoluzioni del mercato retail e con le preferenze di consumatori sempre più digital, Tommy Hilfiger ha chiuso ieri, 25 marzo, lo store di 2mila metri quadri al civico 681 della Fifth Avenue, inaugurato nel 2009. Il 28 aprile sarà la volta del punto vendita sulla Collins avenue a Miami. La decisione non ha a che vedere con i risultati del brand, che continua a crescere.

 

Un momento difficile per la strada dello shopping newyorkese, dove si registrano già le defezioni recenti di realtà come Lord&Taylor, Gap, Henri Bendel e dove nel 2017 Ralph Lauren ha chiuso la boutique Polo, a soli tre anni dall'apertura.

 

Il punto vendita di Tommy Hilfiger sulla Fifth avenue e quello di Miami erano gli unici full-price della griffe in Nord America, dove il brand conta 200 outlet. A livello globale sono operativi 1.500 full-price store, che comprendono boutique dirette, accordi di franchising e altre forme contrattuali.

 

«Ci concentreremo su esperienze retail e partnership in linea con le esigenze delle nuove generazioni di consumatori nordamericani, sempre più digitally oriented - è il commento di Daniel Grieder, chief executive officer di Tommy Hilfiger Global e di Pvh Europe -. Ciò vuol dire che stiamo rimodellando il nostro panorama retail in Nord America, che sarà la regione faro per sviluppare e testare nuovi concept modulari e dai contenuti digital. Continueremo intanto a investire in tommy.com e sulla continua espansione dei nostri partner wholesale».

 

Secondo indiscrezioni, pare che i nuovi concept modulari seguiranno il format dei pop up, che hanno sempre portato ottimi risultati a Tommy Hilfiger.

 

Nonostante le chiusure dei due negozi americani, il marchio non accusa cedimenti, anzi prevede di chiudere il fiscal year con una crescita del 10%. Nel terzo quarter Tommy Hilfiger è rimasto il brand chiave per il gruppo Pvh, a cui fa capo, con il fatturato in aumento dell'11%, a quota 1,1 miliardi di euro.

 

Le vendite oltrefrontiera sono salite del 16% e la label ha performato bene in tutte le regioni, con tutte le linee di prodotto e i canali di distribuzione. In progress anche il business nordamericano (+3%).

 

Novità per la griffe anche a Milano, dove entro il prossimo autunno è prevista l'apertura di uno store di 700 metri quadri nel palazzo di via Orefici acquisito nel 2017 da Hines, dove sono in arrivo anche Levi's e Under Armour.

 

A dare grande visibilità a Tommy Hilfiger sono state le collaborazioni, partite con Gigi Hadid, che ora proseguono con Zendaya. Le sfilate "see-now, buy now", che si sono svolte in diverse città del mondo, sono state una cassa di risonanza importantissima e hanno cambiato il modo in cui l'azienda dialoga con il consumatore.

 

Per il retail non è un momento facile negli States: anche Calvin Klein, altro brand nella scuderia di Pvh, chiuderà nel corso della primavera lo store di circa 1.700 metri quadri sulla Madison avenue.

c.me.
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