Titolo in calo a Wall Street

Levi Strauss: ricavi meglio del previsto, ma non centra le stime sugli utili

Azioni Levi Strauss in calo alla Borsa di New York dove il gruppo è tornato in marzo, dopo 35 anni di assenza. Non convincono gli utili trimestrali.

I profitti per azione adjusted del secondo trimestre, terminato il 26 maggio, si sono attestati a 0,07 dollari, dagli 0,12 dollari previsti dalla media degli analisti (fonte: Bloomberg) e dagli 0,19 dollari dello stesso trimestre del 2018.

Intorno alle 17 italiane il titolo Levi Strauss subisce un calo di oltre il 12% sul Nyse al prezzo di 20,79 dollari per azione, mentre i principali indici americani sono intonati positivamente.

Risultano sopra le stime invece i ricavi: 1,31 miliardi di dollari, dagli 1,29 miliardi attesi dagli analisti e in aumento del 5% rispetto un anno prima (+9% a valute costanti). Le vendite beneficiano di un +3% nelle Americhe, +9% in Europa e +6% in Asia.

Il fatturato direct-to-consumer, in particolare, ha registrato un aumento del 9%, grazie all’apertura di 78 nuovi store e all’accelerazione dell’e-commerce.

L’azienda ha attribuito il calo dell’utile (29 milioni di dollari, dai precedenti 77 milioni) ai 29 milioni di dollari di costi associati all’Ipo dello scorso marzo.

Sulla flessione dell’ebit (-19%, a 63 milioni) pesano le maggiori spese in pubblicità.

Nei sei mesi il fatturato è salito da 2,59 a 2,75 miliardi di dollari e l’utile è migliorato da 58,4 a 174,9 miliardi, grazie a un forte calo del prelievo fiscale.

L’azienda del denimwear prevede di chiudere l’esercizio con un incremento dei ricavi intorno al 5% e un ebit margin in lieve aumento. Come emerge da una nota, il fiscal year - che termina l’ultima domenica di novembre - non beneficerà delle cruciali vendite del Black Friday, che di regola sono responsabili di un incremento dei ricavi di mezzo punto percentuale su base annuale.

e.f.
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