Titolo in picchiata a New York

Abercrombie: meno perdite ma chiude alcuni store, anche a Milano

Le vendite dell’americana Abercrombie & Fitch salgono a 734 milioni di dollari, dai precedenti 730,9 milioni. Oltre le aspettative degli analisti, che prevedevano la cifra di 733,4 milioni.

Il panel sentito da Refinitiv si aspettava anche un +1,3% di crescita a parità di catena distributiva mentre il retailer, che controlla anche il marchio Hollister, ha realizzato un +1%.

Il rosso a livello operativo è migliorato da 42,2 a 27,3 milioni di dollari e la perdita netta si è ridotta da 41,5 a 19,2 milioni, o 29 centesimi di dollaro per azione, più contenuta rispetto ai 43 centesimi previsti dagli analisti.

Il brand Hollister sembra che stia perdendo un po’ del suo appeal: le vendite a parità di store sono salite del 2% nel quarter, dal +6% di un anno prima. Gli analisti si aspettavano invece un +3,3%. 

Nel secondo trimestre il retailer prevede un fatturato stabile o al più in aumento del 2%, mentre gli analisti si aspettano una crescita del 2,8%. Per fine esercizio le vendite totali dovrebbero salire fra il 2% e il 4%.

Con la pubblicazione della trimestrale Abercrombie ha annunciato che chiuderà tre flagship store: uno a insegna Hollister a SoHo, New York, un negozio Abercrombie a Fukuoka, in Giappone e quello di Milano nello storico building in corso Matteotti progettato da Gio Ponti, che dovrebbe abbassare le saracinesche già nel 2019, mentre per la location giapponese si parla della metà dell’esercizio fiscale 2020.

Poco dopo le 17 italiane il titolo Abercrombie & Fitch accusa un -24,8% alla Borsa di New York, al prezzo di 18,92 dollari per azione.

e.f.
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