tonfo del titolo in borsa

Asos: dopo 12 anni esce il ceo Beighton e nel 2022 la crescita rallenta

Tonfo in Borsa di oltre il 13% oggi per Asos: a spingere al ribasso il titolo la notizia delle dimissioni di Nick Beighton (nella foto), dopo 12 anni in azienda e sei come a.d., e la stima di un aumento delle vendite inferiore alle aspettative per il 2022.

Si parla infatti di un +10-15% di ricavi (con un +5-6% nei primi sei mesi, contro il +66% nello stesso periodo per quanto riguarda il Regno Unito), in rallentamento mid-single-digit a causa di ulteriori investimenti, ma anche di altri fattori come la Brexit.

Tra le conseguenze negative dell'uscita della Gran Bretagna dall'Ue maggiori oneri legati ai dazi, l'aumento dei costi di trasporto, pressioni sulla supply chain e limitazioni per i brand venduti dall'e-tailer, molti dei quali non inglesi. Si temono anche spinte inflazionistiche. Il tutto soprattutto nel primo semestre, con una seconda parte dell'anno meno problematica.

Asos deve tra l'altro vedersela con concorrenti agguerriti, tra cui Boohoo, e con l'incremento dei resi, legato al fatto che i consumatori stanno comprando meno capi basici ed è quindi più facile che, se insoddisfatti di un acquisto, lo vogliano restituire. Senza contare il ritorno graduale nei negozi fisici.

«L'anno scorso - si legge in un comunicato - è stato eccezionale a livello di profittabilità, con benefici legati al periodo pandemico stimati in 67,3 milioni di sterline, ma si profila un ritorno alla normalità». Nel 2022, dunque, anche gli utili dovrebbero essere in ribasso, attestandosi tra 110 e 140 milioni di sterline. 

Nel fiscal year chiuso lo scorso 31 agosto il fatturato del gruppo Asos si è aggirato intorno ai 3,9 miliardi di sterline, dai passati 3,2 miliardi (+22%, con un +36% in Uk e un +21% negli Usa). L'ebitda adjusted è salito da 279,4 a 343,7 milioni di sterline (+23%) e la customer base attiva si è portata a 26,4 milioni di utenti (+13%).

Intanto il vuoto lasciato da Nick Beighton va colmato il prima possibile. Al momento si sa che, in attesa della nomina di un nuovo amministratore delegato, il cfo Mat Dunn assumerà anche l'incarico di coo, mentre la direttrice finanziaria della società, Katy Mecklenburg sarà cfo ad interim.

Ian Dyson diventa presidente al posto di un altro dimissionario, Adam Crozier, la cui uscita di scena era già stata annunciata. Una new entry è quella di Jorge Lindemann come direttore non esecutivo. L'investor day, inizialmente programmato per il 14 ottobre, è stato rinviato al 10 novembre.

Nonostante le incognite nel breve-medio termine, Mat Dunn lancia la sfida per i prossimi tre-quattro anni: portare il business a sfondare il tetto dei 7 miliardi di sterline.

a.b.
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