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Eleonora Carisi: «Giovani, sporcatevi le mani. Internet si conquista così»

Protagonista di un talk presso la School of Fashion di Istituto Marangoni in via Verri a Milano, Eleonora Carisi - influencer da quasi 690mila follower su Instagram - ha parlato a ruota libera di sé e dato consigli agli studenti. «Internet è un mezzo meraviglioso ed è gratis - ha detto -. Quindi bisogna solo darsi da fare». Con lei Walter d'Aprile, co-founder di Nss Magazine.

 

Carisi, 33 anni - è nata a Torino nel 1984 -, deve la sua fama al web, ma dietro c'è una storia da scoprire: dopo essersi diplomata in Marketing e Comunicazione all'Istituto Europeo di Design del capoluogo piemontese nel 2006, ha aperto una boutique nella sua città natale, You you Store e nel 2009 ha lanciato il marchio What's Inside You.

 

Il debutto della sua piattaforma online, Jou Jou Villeroy, avviene nel 2010: il blog, attraverso il quale Eleonora condivide le passioni per il fashion, la fotografia e il lifestyle, decolla rapidamente, fino a essere incluso fra i top 50 italiani.

 

Da lì ai social media, in particolare Instagram, il passo è breve. Mentre la popolarità cresce, si moltiplicano le collaborazioni in diversi ambiti: dal giornalismo - con testate quali Grazia.it, VanityFair.it, Elle Girl China e altre - ai brand della moda, in veste a seconda dei casi di modella, testimonial e artefice di capsule collection. Intanto apre insieme a Paolo Stella e Ivano Marino Grumble Creative, di cui è art director: un'agenzia che si occupa di web strategy, contenuti personalizzati e gestione dei canali digitali. 

 

Alla Marangoni Eleonora si è presentata come una persona concreta e alla mano, una che "non se la tira".

 

«La moda non è solo lustrini - ha affermato -. Ho iniziato a lavorare a 14 anni, improvvisandomi cameriera, distribuendo locandine, facendo la commessa. Non vengo da una famiglia ricca. Quello che ho ottenuto l'ho costruito con curiosità, creatività, piedi per terra e interazione con i follower: rispondo a tutti e non li ossessiono con i post, tre foto al giorno vanno più che bene. Quindi, se devo dare un consiglio a chi vuole seguire le mie orme, dico semplicemente: rimboccatevi le maniche e capite cosa volete fare nella vita. Purtroppo in giro vedo troppi giovani affaticati, che si limitano a sognare il Grande Fratello».

 

«Vorrei fare qualcosa di diverso insieme alla mia community - ha aggiunto -. Qualcosa che abbia a che vedere con la creatività».

 

A queste parole si è riallacciato Walter D'Aprile di Nss Magazine, estensione di Nss (sigla che sta per Naples Street Style), sito di moda e cool-hunting fondato nel 2008, con una considerazione di carattere generale: «Stiamo attraversando una fase che prelude a qualcosa di nuovo, anche se non sappiamo ancora cosa sia - ha osservato -. È come se Facebook, Instagram e gli altri strumenti a disposizione ci stessero ormai un po' stretti».

 

«A proposito di Facebook e Instagram - ha proseguito D'Aprile - mi viene da associarli alle TV locali degli albori, veicoli di un modo inedito di fare pubblicità e di comunicare. Per esempio, penso che oggi Freeda Media ricordi Italia1. Ma al di là di questo, un fatto è certo: attualmente lavorare nella moda e/o nel design significa lavorare nel mondo del web. Oppure scegliere la strada diametralmente opposta: essere solo ed esclusivamente analogici. Le vie di mezzo non funzionano».

 

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