Tra i nuovi clienti arriva Benetton

Davalli (Cegid): «Il social selling è un'opportunità per il retail, ma il new normal ha bisogno di sicurezza»

Scontrini alla mano, in questi mesi le aziende che hanno registrato le performance migliori sono quelle capaci di unire l'universo fisico e quello digitale in un'unica shopping experience. Con questa premessa non c'è da stupirsi che una realtà come Cegid, che insegna ai brand del lusso come gestire la trasformazione digitale, continui a registrare fatturati in continua crescita e, soprattutto, clienti nuovi.

Nel primo trimestre di quest’anno, la società francese, che ha archiviato il 2020 a quota 498 milioni di euro, ha siglato diversi accordi di new business, tra cui quello con Benetton Group, che dal mese di maggio ha scelto di avvalersi delle soluzioni Unified Commerce e Global POS di Cegid Retail, piattaforma globale in cloud dedicata ai punti vendita.

«Dal 2009 le aziende della moda, del lusso e del beauty rappresentano il nostro focus principale, arrivando a rappresentare oltre il 90% dei nostri clienti - racconta Mario Davalli, country manager Cegid per il Sud Europa -. Oltre a Benetton, a livello di country siamo stati scelti da brand del calibro di Harmont & Blaine, Champion, Replay Jeans, Miniconf, Scorpion Bay e Facis. E poi siamo anche il partner tecnologico per la trasformazione digitale omnichannel di marchi globali come - giusto per citarne alcuni - Furla, Herno, Aquazzura, Barbour, Lacoste, Clarins, Shiseido».

In questo momento le sfide sono quelle di adattare i punti vendita al nuovo retail, digitalizzando lo staff di vendita e supportandolo nel nuovo ruolo e il claim scelto da Cegid per accompagnare la sua attività  - "Retail the new way" - incarna perfettamente questa filosofia. «Le aziende vogliono investire in strumenti per liberare il tempo degli addetti alla vendita che devono diedicarsi alla loro nuova attività principale: il social selling - prosegue Davalli -. Insegniamo a vendere via Teams o via WeChat a seconda del mercato di riferimento».

Ma per Davalli gli aspetti da non tralasciare in questo momento sono quelli più tradizionali. «L'innovazione è centrale - conclude il manager - ma le questioni legislative, su cui possiamo vantare un'esperienza decennale, restano fondamentali per supportare i retailer ovunque desiderino operare nel mondo e sono ben quattro, tra cui la Cina, i Point of Delivery che Cegid mette a disposizione per operare in conformità alle politiche locali e fiscali del territorio».

 

an.bi.
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