di scena in fortezza da basso

Giovanni Basagni (Miniconf): «Sostenibili, più efficienti e pronti a investire in nuove licenze»

Tra i protagonisti in Fortezza da Basso in occasione di Pitti Bimbo, Miniconf ha chiuso il 2021 in linea con il 2020 ma con la prospettiva di recuperare presto quel gap del 10% che ancora la separa dai livelli del 2019.

Nonostante le incertezze del momento, il presidente Giovanni Basagni prevede per il primo semestre di quest’anno una crescita del 20% sul 2021 e del 9% sul periodo pre-pandemia, «un dato che riteniamo di poter confermare per la seconda parte dell’anno», anche perché in scuderia sono appena entrati Superga Kidswear (dalla SS22) e Ducati, nella foto, sul mercato dalla FW22.

Il portfolio, dunque, si articola in queste due licenze, quantificabili in un 3% dei ricavi, e nei brand di proprietà iDO (50% del fatturato), Sarabanda (32%), Minibanda (6%) e Dodipetto (9%). iDO, in particolare, con i suoi 40 monomarca è molto forte nel retail, tramite il quale Miniconf realizza il 30% delle vendite, basandosi soprattutto sulla formula dell'affiliazione.

Ma, come racconta Basagni, c'è uno zoccolo duro di wholesale, preponderante in Italia, Paese da cui tuttora proviene l'85% del sell out. Senza contare gli outlet e l'e-commerce, quest'ultimo ancora marginale ma al quale è dedicato un progetto strutturato, in modo da allineare le vendite su questo canale alla media del mercato. Sarabanda, inoltre, è presente anche nei department store. 

«Tiriamo le fila di un sistema complesso - sintetizza Basagni - che richiede precise politiche strategiche di posizionamento e rappresentazione dei marchi sui singoli canali, differenziando l'offerta in funzione dell'identità di ciascuno». Tanto più che le incognite generali sono tante, dal perdurare della pandemia al conflitto russo-ucraino, dall’inflazione all’impennata dei costi dell’energia, fino alla denatalità e alle catene di fornitura che, come precisa Basagni, «stanno attraversando un massiccio choc negativo».

«Oggi il problema - riflette - non è tanto la mancanza di soldi, quanto la scarsità di merce. Le materie prime, a partire dal cotone, sono in continuo aumento sul fronte prezzi e di difficile approvvigionamento». «I trasporti - prosegue - mantengono da una parte costi molto elevati e dall’altra tempi di consegna raddoppiati. Siamo di fronte a uno scenario competitivo in profonda trasformazione».

Proprio per questo i progetti legati al piano triennale 2022-2024 non possono fermarsi: «Ne abbiamo in cantiere parecchi, partendo dalla centralità del nostro portfolio marchi, che si sta perfezionando per rispondere al meglio alle esigenze del mercato. Vogliamo continuare a investire sulle licenze, in modo complementare e proporzionato rispetto alle label di proprietà».

«Il servizio alla clientela - sottolinea l’imprenditore - è uno dei fondamentali per noi, insieme alla qualità e durabilità dei capi. Mantenere i nostri standard richiede investimenti, determinazione e lavoro di squadra. Abbiamo rivisto per esempio i calendari di progettazione e produzione delle nostre collezioni, anticipando e cercando di ottimizzare tutte le fasi, in modo da garantire i giusti tempi di consegna sul mercato».

Basagni e i suoi collaboratori - tra cui la new entry Sara Bendinelli, head of global marketing and communication - stanno portando avanti un progetto di normalizzazione delle complessità produttive, «lavorando su fogge e modelli assimilabili per ottimizzare i processi, garantendo al contempo il rinnovamento dell’offerta».

Il network distributivo è in costante evoluzione: «Stiamo continuando con lo sviluppo della rete di monomarca iDO in Italia - racconta Basagni - che non si è mai arrestato, né nel 2020 né nel 2021, e che si pone obiettivi sfidanti di crescita nel prossimo triennio. Nella SS22 abbiamo aperto con questo marchio tre negozi a Rossano, Modica e Guidonia. Uno dei nostri obiettivi è testare un monomarca fisico-digitale, un luogo dove fare esperienza del brand, provare le taglie, vedere tutta la collezione e confrontarsi con il personale di vendita, ma che permetta di concludere gli acquisti anche online».

Il presidente di Miniconf non tralascia il fattore people: «A gennaio - informa - abbiamo avviato uno dei progetti per la crescita dei giovani talenti all’interno dell’azienda, insieme a un partner di spicco come Ambrosetti». Il nome è The Champions’ Academy e «si tratta di un sistema integrato di education manageriale che unisce digitalizzazione, gamification, apprendimento continuo, misurazione e confronto con benchmark nazionali e internazionali».

Basagni cita per ultima la sostenibilità, anche se in realtà è tra le priorità e non da oggi: «Fa parte del nostro dna da sempre e dal 2003 siamo certificati ISO 14001. A partire da quest’anno abbiamo inquadrato il nostro impegno nel perimetro dell’Agenda 2030 dell’Onu e dei suoi obiettivi».

«Come accennavo, uno degli aspetti su cui ci concentriamo è la durevolezza dei modelli, in modo da preservare l'ambiente - spiega -. In quest’ottica è partita una ricerca che si affianca ai nostri trail di laboratorio e prevede la misurazione sul campo di questo parametro. Il gruppo di controllo è rappresentato da bambini in età fra i tre e i dieci anni, che avranno il compito di utilizzare i nostri capi secondo le loro normali abitudini per alcuni mesi». Al termine del periodo ai genitori sarà richiesto di effettuare una valutazione. Da citare anche la collaborazione con Treedom per la “Foresta di Miniconf” nel Casentino, dove ha sede l’azienda, custodita dalle persone impegnate in azienda e dai loro bambini.

Non a caso è proprio alla sostenibilità che si ispira il layout dello stand di Pitti Bimbo, un ambiente unico in cui confluisce l'intero mondo Miniconf.

a.b.
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