Traffico in lenta ripresa

Lusso: tra i cinesi sta per scattare la “revenge spending”

I cinesi stanno tornando lentamente nei mall e nelle boutique, dopo che il traffico ha toccato tassi di caduta di oltre l’80%. La ripresa degli acquisti potrebbe accelerare nelle prossime settimane, alimentata da un effetto psicologico che gli analisti chiamano revenge spending.

Dai numeri recenti sull’epidemia sembra che la Cina sia a un punto di svolta e dalle grandi città arriva un cauto ottimismo, come riferisce Amrita Banta, managing director di Agility Research, interpellata dall’agenzia Bloomberg. «Assistiamo – dice - a un leggero ma definito rimbalzo».

I cinesi rappresentano oltre un terzo della domanda di lusso e circa due terzi della crescita degli ultimi due anni. Un disastroso primo trimestre potrebbe diventare un magro primo semestre, se il virus si espandesse in mercati significativi come gli Usa. La speranza però è che, quanto meno riprendano i consumi dei cinesi sul mercato domestico.

In occasione della pubblicazione del bilancio, la Salvatore Ferragamo ha parlato di una lieve ripresa del business nel Paese del Dragone. «Il mood dei cinesi è un aspetto rilevante - osserva Micaela Le Divelec Lemmi, ceo della maison -. Dopo un mese e mezzo di chiusure e restrizioni c’è la volontà di un ritorno alla vita reale». Il gruppo fiorentino si aspetta un aumento dei ricavi in Cina per quest’anno, a patto che l’emergenza rientri. Nel primo trimestre, la previsione è che le vendite scendano tra il 25% e il 33%.

Hermès sta riaprendo i negozi, come reso noto con la presentazione dei risultati annuali, e il Chow Tai Fook Jewellery Group, la più grande realtà dei gioielli al mondo per volumi di vendita, ha fatto sapere che l’85% dei suoi 3.600 store cinesi ha rialzato le saracinesche.

La cancellazione dei voli e la limitazione delle vendite di pacchetti di tour all’estero potrebbero accelerare gli acquisti dei cinesi in madrepatria, trend che era già in atto da quando tasse e dazi alle importazioni avevano cominciato a scendere. L’epidemia, in base a un sondaggio di Boston Consulting Group e Sanford C. Bernstein, realizzato con 28 top executive, potrebbe tradursi in una contrazione delle vendite del lusso di circa 40 miliardi di euro nel 2020.

Secondo Jason Yu, direttore generale di Kantar Worldpanel Greater China, molto dipenderà dalla propensione al consumo dei cinesi. Chi lavora nei servizi o nelle piccole aziende ha subito un danno salariale in seguito al Covid-19 e potrebbe tagliare la spesa di generi non essenziali (nella foto, l'attrice Tina Leung vestita Ferragamo).

e.f.
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